Abusi e maltrattamenti in RSA a Parabiago: l’infermiere patteggia due anni di reclusione
L'infermiere era stato arrestato pochi giorni prima di Natale per violenza sessuale e maltrattamenti a carico di due pazienti. Il patteggiamento è subordinato ad un percorso di recupero
Si chiude con un patteggiamento a due anni di reclusione – subordinato ad un percorso di recupero – il procedimento a carico dell’infermiere arrestato pochi giorni prima del Natale scorso con l’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti a carico di due pazienti della RSA Albergo del Nonno di Parabiago, struttura in cui lavorava.
Le indagini che avevano fatto scattare i domiciliari per l’uomo, un 46enne di origini peruviane residente a Parabiago, erano nate da una denuncia presentata ai Carabinieri ad ottobre 2025 da alcuni familiari di una donna ospite della struttura, che avevano riferito di aver riscontrato più volte nei mesi precedenti sulla parente, un 82enne completamente non autosufficiente, segni riconducibili a possibili episodi di violenza fisica.
Dopo le prime verifiche la Sezione Operativa del NOR di Legnano, diretta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, aveva quindi avviato un’attività investigativa più articolata, comprensiva di attività tecniche all’interno della RSA. Dall’inchiesta era emerso un quadro investigativo particolarmente grave, con forti elementi indiziari a carico dell’infermiere, che secondo quando ricostruito dagli inquirenti si era reso responsabile in più occasioni – quasi sempre quando si trovava da solo con le vittime, approfittando della loro incapacità di autodeterminazione – di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti di due ospiti della struttura.
Abusi e maltrattamenti in una RSA a Parabiago: arrestato operatore sanitario









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