Il centrodestra di Parabiago: “Giunta costruita su equilibri politici”. Il sindaco: “Premiate le competenze”
Prima seduta consiliare dopo le elezioni a Parabiago, e prime schermaglie tra la nuova maggioranza e il centrodestra sulla composizione della giunta
Elisabetta Croce è la nuova presidente del consiglio comunale di Parabiago. Croce, eletta consigliera nelle file della civica riParabiago e risultata la più votata tra tutti i candidati della tornata elettorale, è stata scelta come numero uno del nuovo parlamentino durante la prima seduta dopo il voto. La sua elezione è arrivata dopo che dai banchi dell’opposizione l’ex sindaco Raffaele Cucchi aveva stigmatizzato la scelta della nuova maggioranza di procedere al voto senza prima proporre “ufficialmente” un nominativo per la carica.
La frecciata, peraltro, è stata solo la prima della serata. Il centrodestra, infatti, durante la seduta consiliare ha pesantemente criticato alcune delle scelte del nuovo sindaco per la squadra di giunta, oltre a contestare la natura civica della coalizione che oggi è chiamata a governare la città.
Il centrodestra: “Giunta costruita dietro equilibri politici di centrosinistra”
A partire da quelle mosse da Fratelli d’Italia, con il consigliere Luca Slavazza che ha parlato – tra le proteste del pubblico in aula – di una giunta «costruita dietro ad equilibri politici ben precisi che certamente erano già stati contrattati in precedenza e che sono chiaramente riconducibili al centrosinistra e a volte a una sinistra estrema». «Il problema non è avere una collocazione politica – ha sottolineato nel suo intervento -, ma presentarsi ai cittadini come progetto civico indipendente e poi dimostrare già al primo passaggio amministrativo che ci sono appartenenze e pesi politici molto evidenti. Viene premiato il partito Italia Viva di Renzi con la nomina dell’assessore Pradal della lista Parabiago al Centro e poi anche la lista di centrosinistra Parabiago Domani con la presenza in giunta del mio assessore Giovanni Pagliarini, la cui elezione alla Camera dei Deputati è avvenuta nella lista del Partito dei Comunisti Italiani. Se ci si presenta come progetto puramente civico, è legittimo che in quest’aula si sottolinei quanto emergono percorsi politici così marcati: sarebbe stato trasparente indicarlo anche in campagna elettorale e non nasconderlo».
Sulla stessa linea l’ex sindaco Raffaele Cucchi. «Per mesi abbiamo sentito parlare di civismo, di superamento dei partiti, di una nuova stagione civica capace di lasciarsi alle spalle le appartenenze politiche: oggi, però, osservando la composizione della giunta emerge una realtà differente – ha ribadito Cucchi -. La politica non è scomparsa, anzi è riapparsa magicamente dalle ceneri prima ancora di averne celebrato il funerale. Ha semplicemente cambiato forma. Osservando le deleghe assegnate, emerge come le principali leve amministrative della città siano state affidate a figure caratterizzate da una forte specializzazione tecnica o professionale. Quale sarà il ruolo del sindaco nella guida delle grandi politiche cittadine? La distribuzione delle deleghe sembra delineare una figura fortemente orientata al coordinamento politico e alla rappresentanza istituzionale».
L’ex primo cittadino, peraltro, non ha nascosto le sue perplessità rispetto alla scelta di Giuliano Rancilio come assessore all’Urbanistica («Il suo curriculum evidenzia preparazione sui temi dell’energia, della sostenibilità e della transizione ecologica, meno evidente il collegamento tra il percorso professionale e la delega all’urbanistica») e a quella dell’ex dipendente comunale Claudio Croce come assessore a Bilancio, Tributi, Società Partecipate, Affari Generali, Servizi Demografici, Innovazione e Digitalizzazione («Quando un ex dirigente viene collocato sopra i dirigenti che oggi esercitano quelle stesse funzioni, il rischio è che la distinzione tra l’indirizzo politico e la gestione amministrativa diventi meno netta»).
Il sindaco: “Non avete capito nulla di questa tornata elettorale”
Critiche, quelle delle opposizioni, di fronte alle quali il sindaco Giacomo Sartori si è detto «attonito». «In questa fase, analizzando la situazione attuale, molto complessa, del Comune, ho cercato risposte che partissero da quello che serve per la nostra città – ha replicato -. Forse eravate troppo impegnati nelle trattative politiche di cui mi accusate, che non hanno assolutamente caratterizzato il nostro percorso in campagna elettorale, ma non ho mai parlato di rivoluzione amministrativa. Ho tenuto a pubblicare i curriculum per testimoniare il motivo per cui ho fatto queste scelte in una fase delicata per la nostra comunità e le ritengo le migliori per portare il Comune a concludere alcune attività portate avanti dalla precedente amministrazione in modo secondo me estremamente avventato e per tornare a curare una serie di cose che i cittadini ci hanno chiesto».
Il primo cittadino, peraltro, ha anche respinto al mittente le critiche indirizzate ai “suoi” assessori. «Claudio Croce ha un’intelligenza tale da capire la differenza dei ruoli e saprà esercitare il suo tenendo conto di questa differenza – ha sottolineato Sartori -. Rispetto a Gianni Pagliarini, l’unico metro di giudizio è stato il riconoscimento di competenze, di esperienza che voi stessi avete fatto: se i consiglieri che hanno parlato ritengono che il fatto che 20 anni fa abbia fatto il parlamentare per i Comunisti mi porti ad escludere una persona con queste competenze, vuol dire che di questa tornata elettorale non hanno capito niente».













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