Rigenerazione e ottimizzazione degli spazi esistenti: via libera al Piano cimiteriale di Legnano
il Piano, per il cimitero Monumentale, prevede in particolare la riqualificazione pr tre campi non più utilizzati. Prevista un'area per la sepoltura di persone che professano religioni diverse diverse da quella cristiana e per i bambini di 10 anni
«C’è un cambio di impostazione importante nel nuovo Piano cimiteriale approvato nella seduta di ieri dal Consiglio comunale: il passaggio da una logica espansiva a una di rigenerazione e ottimizzazione degli spazi esistenti; una scelta amministrativa che si basa sulle mutate esigenze e abitudini dei cittadini e che segue le indicazioni di Regione Lombardia in materia». Così Monica Berna Nasca, assessore alla Quotidianità, sintetizza la novità principale contenuta nel documento che sostituisce quello approvato esattamente dieci anni fa, nel 2016.
Il Piano cimiteriale, documento programmatorio di settore, non rientra tra i documenti che compongono il Piano di Governo del Territorio (PGT), ma i suoi contenuti, riguardando direttamente la disciplina dell’uso del suolo, devono essere coordinati con le altre scelte strategiche di pianificazione territoriale. In questo senso, in linea con il documento di programmazione urbanistica, il Piano cimiteriale non prevede il consumo di ulteriore suolo, ma punta al recupero e alla valorizzazione di aree e strutture già presenti nei due cimiteri cittadini.
«Un Piano cimiteriale è un documento complesso – continua Berna Nasca -, che deve tenere conto delle previsioni sull’andamento demografico della popolazione e, di conseguenza, prevedere un’adeguata capacità ricettiva nelle strutture, considerando l’aumento della popolazione anziana e le preferenze nella sepoltura, che sono sensibilmente cambiate negli ultimi anni.
Il documento deve essere flessibile, adattabile alle esigenze future e in grado di garantire un servizio adeguato alle necessità dei cittadini e, per questo, recepire i cambiamenti sociali e culturali in atto. Se, infatti, la crescita della cremazione, insieme con l’affidamento delle urne e la dispersione delle ceneri, sta riducendo la pressione sugli spazi cimiteriali tradizionali, queste tendenze devono essere integrate nella pianificazione per rendere la gestione del sistema più sostenibile nel lungo periodo».
A suffragare queste considerazioni, i dati sulle sepolture nei due cimiteri cittadini indicano uno spostamento dalla più tradizionale inumazione alle altre modalità di sepoltura. Nell’arco temporale 2002–2024, al cimitero Parco il rapporto fra inumazioni e tumulazioni in cinerari e ossari è passato da 208–0 a 85–107; al cimitero Monumentale da 189 feretri e 41 ceneri del 2002 si è arrivati a 100 feretri e 206 ceneri del 2024. Le richieste di cremazione, nello stesso arco temporale, sono cresciute dalle 76 del 2002 alle 763 del 2024.
In particolare, il Piano, per il cimitero Monumentale, prevede per tre campi non più utilizzati la riqualificazione, con possibilità di nuove sepolture a seguito degli interventi di esumazione programmati; il riutilizzo dei manufatti esistenti attraverso diverse modalità (recupero delle sepolture abbandonate, possibilità di riutilizzo di tombe ipogee al verificarsi delle condizioni elencate nel regolamento regionale 4/2022, possibilità di rilascio di una nuova concessione per il riutilizzo di tombe e loculi “perpetui” che hanno esaurito la capienza, in cambio della rinuncia alla perpetuità); la realizzazione di nuovi colombari, pensati per favorire una più rapida rotazione temporale rispetto a quelli storici collocati negli edifici perimetrali del cimitero stesso.
Per il cimitero Parco, struttura inaugurata nel 1979, regolata da un modello gestionale più orientato alla sostenibilità e dove più ampia è la disponibilità di posti (oltre 5mila per le inumazioni), il Piano prevede un’area per la sepoltura di persone che professano religioni diverse da quella cristiana e la destinazione di una zona specifica per la sepoltura dei bambini fino ai 10 anni di età.









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