Sant’Erasmo vince il Palio dell’850° anniversario dalla Battaglia di Legnano
È Sant’Erasmo a conquistare il Crocione al termine di una corsa emozionante e ricca di colpi di scena, grazie a una straordinaria rimonta di Valter Pusceddu
Il Palio 2026 è biancoazzurro. A trionfare è Sant’Erasmo grazie a una straordinaria rimonta firmata da Valter Pusceddu, capace di conquistare la testa della corsa all’ultimo giro e riportare Crocione nella contrada del corvo. Una vittoria esaltante che fa esplodere la festa del popolo biancoazzurro. Pusceddu ha commentato: «Qualcuno ci ha visto male non sono ancora andata male. Dedico questa vittoria ad Andrea Mari».
A contendersi il Palio dedicato all’850° anniversario della Battaglia di Legnano sono stati Legnarello con Antonio Siri, Sant’Ambrogio con Giuseppe Zedde, San Magno con Dino Pes e Sant’Erasmo con Valter Pusceddu. Dopo quattro mosse false, la corsa è finalmente partita con Sant’Ambrogio e San Magno subito davanti, seguiti da Sant’Erasmo, mentre Legnarello ha chiuso il gruppo. L’ordine è rimasto invariato fino al quarto giro, quando Pusceddu ha iniziato la sua rimonta, passando dalla terza posizione alla testa della corsa e difendendo il vantaggio fino al traguardo.
Seconda batteria
A sfidarsi nella seconda batteria vediamo San Bernardino con Gavino Sanna, San Domenico con Giovanni Atzeni, Sant’Ambrogio con Giuseppe Zedde (vincitore del Palio 2025) e Sant’Erasmo con Valter Pusceddu. Ancora una prima mossa falsa, dopo alcuni richiami ai fantini da parte del mossiere Calamassi e dopo più di 10 minuti di attesa al canapo anche la seconda partenza è falsa. Terza partenza falsa con il cavallo di Sant’Erasmo che forza il canapo, seguita da un’altra falsa partenza a distanza di qualche minuto. Dopo più di 20 minuti di mossa arriva un richiamo ufficiale da parte del mossiere Calamassi al fantino di Sant’Ambrogio Giuseppe Zedde che non si avvicinava al canapo. Nonostante questo richiamo arriva la quinta falsa partenza, con il mossiere che chiama i cavalli fuori dal canapo per essere accompagnati nell’area box dai barbareschi ed essere visitati dai veterinari.
Dopo la visita rientrano in campo i cavalli di San Bernardino e Sant’Erasmo seguiti da Sant’Ambrogio e San Domenico. Dopo la sesta partenza falsa arriva un richiamo ufficiale anche a Gavino Sanna di San Bernardino che non si posizionava correttamente al canapo. Settima e ottava partenza entrambe false con il mossiere che invita i fantini ad essere collaborativi. Dopo la nona mossa falsa il cavallo di Sant’Erasmo forza il canapo con Valter Pusceddu che scivola dal cavallo rimontando subito dopo. Decima mossa valida con Sant’Erasmo e Sant’Ambrogio in testa seguiti da San Domenico e San Bernardino, che al secondo giro tenta la rimonta superando così San Domenico. Ordine di arrivo: Sant’Erasmo con Valter Pusceddu, Giuseppe Zedde con Sant’Ambrogio, San Bernardino con Gavino Sanna e San Domenico con Giovanni Atzeni. Accedono alla finale Sant’Erasmo e Sant’Ambrogio.
Prima batteria
Nella prima batteria vediamo La Flora con il fantino Federico Arri, San Magno con Dino Pes, San Martino con Carlo Sanna e Legnarello con Antonio Siri. Prima mossa non valida alle 17.58, dopo una serie di richiami ai fantini la batteria è finalmente partita al secondo tentativo con in testa Dino Pes, seguito a ruota da San Martino. In terza posizione Legnarello e quarta La Flora con Federico Arri che al termine del primo giro perde il ritmo del galoppo a causa di un inciampo, non riuscendo a recuperare posizioni all’interno della batteria. All’ultimo giro Antonio Siri tenta l’attacco alla seconda posizione di Carlo Sanna riuscendoci. Ordine di arrivo: San Magno, Legnarello, San Martino e La Flora. Accedono alla finale Dino Pes con San Magno e Antonio Siri con Legnarello.













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