Il giorno dopo il trionfo di Sant’Erasmo al Palio 2026, il capitano Potestio: “Questa vittoria è di tutti”
Tra emozione, orgoglio e gratitudine, la reggenza della contrada Sant’Erasmo ha celebrato a Palazzo Malinverni il Palio conquistato con la straordinaria rimonta di Valter Pusceddu. Una vittoria attesa da 12 anni e dedicata a tutto il popolo biancoazzurro
Il Palio di Legnano conquistato con la straordinaria rimonta, all’ultimo giro, firmata Valter Pusceddu fantino biancoazzurro è già entrato nella storia. Ed oggi, lunedì 1 giugno, a poco meno di 24 ore dalla vittoria c’è chi ancora fatica a trovare le parole. Chi ripensa a quell’ultimo giro e si commuove. Chi guarda il proprio foulard e realizza di aver vinto il Palio dopo 12 anni di digiuno. Così Palazzo Malinverni, come da tradizione dopo il Palio, si è trasformata nel luogo di ricordi, di ringraziamenti e di emozioni. Quelle autentiche di una contrada che dopo mesi di sacrifici può finalmente portare la Croce di Ariberto d’Intimiano nella sua chiesa per un anno intero e vestire il guerriero in piazza Monumento con i suoi colori. Come ogni anno dopo l’ultima domenica di maggio, quindi 1 giugno, la reggenza e i contradaioli vincitori sono stati accolti nella Sala Stemmi, dove sono custoditi gli stendardi delle otto contrade. Qui il capitano Pietro Potestio, la castellana Chiara Colpo e il gran priore Diego Navarra hanno compiuto il gesto simbolico che accompagna ogni vittoria. E nel loro caso lo spostamento della bandiera biancoazzurra nell’ordine di sfilata che segue il numero dei Palii conquistati. Fuori dal Comune, intanto, la festa iniziata al Campo dopo il trionfo di Pusceddu, è proseguita tra cori e applausi. I contradaioli, con le loro bandiere e una campanella, hanno intonato a più riprese: «Eeee rin tin tin e rin tin tin tin tin e questo e questo Palio suonerà e suonerà solo per me».
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Così mentre il vessillo biancoazzurro trovava la sua nuova collocazione tra quelli delle contrade legnanesi, i contradaioli di Sant’Erasmo hanno celebrato non soltanto una vittoria, ma il senso di una comunità che continua a riconoscersi nei propri colori e nelle proprie tradizioni. In questo contesto il Supremo Magistrato, nonchè sindaco, Lorenzo Radice ha voluto sottolineare il lavoro svolto da tutto il mondo Palio, con un pensiero particolare per il cavaliere del Carroccio Andrea Monaci. «Grazie al lavoro di Andrea Monaci, cavaliere del Carroccio, che in questi anni ha lavorato alacremente per il Palio. Molte cose non avremmo potuto realizzarle senza di lui; come Comune non saremmo riusciti a dare le giuste risposte se non ci fosse stato il suo apporto». Anche il presidente della Fondazione Palio, Luca Roveda, ha evidenziato il valore della manifestazione e del lavoro condiviso da contrade, volontari e istituzioni: «Il Palio è una realtà straordinaria che vede tante persone lavorare per un unico scopo. È una realtà in crescita e noi continueremo a percorrere questa strada». 
Una vittoria straordinaria: un “capolavoro”
Emozionato il capitano Pietro Potestio: «Sono ancora in una fase di confusione, ci si trova in un granuna emozione intensa come quando ci si ritrova a vivere un grande amore e si rischia di rimanere senza parole. Dietro questa vittoria ci sono mesi e mesi di impegno, di sacrifici, di nottate, di discussioni, di sogni e di speranze. Poi si arriva a fare una cosa così e si resta senza parole». Il capitano ha quindi voluto condividere il successo con tutta la contrada: «Grazie a tutta la mia Contrada che mi è stata vicina. Veramente è di tutti: questa è la vittoria di tutti». Emozionata anche la castellana Chiara Colpo: «Ieri è stata una giornata fantastica. Penso che nessuno realmente se lo aspettasse e soprattutto per me è stato qualcosa che aspettavo da tanti anni. Ho avuto la fortuna di vedere i più grandi e di vedere i bambini appassionatissimi. È qualcosa che ci porteremo sempre nel cuore per tutta la vita».

Particolarmente sentito anche l’intervento del gran priore Diego Navarra, che ha voluto ringraziare chi ha contribuito alla riuscita della manifestazione e riflettere sul significato più profondo della vittoria. «Per prima cosa voglio ringraziare tutti per quello che avete fatto e per la giornata di ieri, che è andata molto bene ed è stata organizzata alla perfezione. Per quanto riguarda noi, questa vittoria ha un sapore molto importante. Sant’Erasmo ha sempre avuto un ruolo particolare nella storia del Palio, essendo stata per tanti anni la contrada più vittoriosa. Quando ho assunto questo incarico sentivo forte la responsabilità di questa eredità». Il gp Navarra ha poi rivolto il pensiero ai contradaioli che hanno sostenuto la reggenza durante tutto il percorso. «I nostri contradaioli non ci hanno mai fatto mancare appoggio, sostegno, affetto e lavoro. Ieri vedere tutta quella gente, compresi tanti bambini e ragazzi che ti guardano con emozione e con gli occhi lucidi dicendoti semplicemente “grazie”, ha ripagato ogni sacrificio, tutti i chilometri percorsi e tutte le serate dedicate alla contrada».
Infine un messaggio rivolto al futuro del mondo biancoazzurro espresso dal gp ma in realtà da tutta l reggenza: «Credo che questo sia il bello del Palio: metterci tanto impegno e vedere riconosciuto quel lavoro dalla passione delle persone. È qualcosa che va vissuto per essere compreso fino in fondo. Per questo è importante riuscire a trasmettere questi valori ai più piccoli, ai nostri figli, affinché crescano nuove generazioni con la stessa voglia di dedicarsi alla contrada e con la nostra stessa passione».










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