Reintegro operatori sanitari no-vax in Lombardia, non saranno impiegati in reparti a rischio
In Lombardia sono complessivamente 670 (lo 0,6% di tutto il personale) tra medici, infermieri e operatori sanitari i lavoratori reintegrabili
Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione che impegna l’Assessore al Welfare a dare indicazioni ai direttori generali delle ATS e delle ASST lombarde affinchè il reintegro degli operatori sanitari no vax non avvenga presso i reparti con pazienti fragili maggiormente a rischio. Il documento è stato illustrato dal primo firmatario Samuele Astuti (PD), il quale ha ricordato che a livello regionale possono essere stabilite disposizioni per affidare ai professionisti no vax reintegrati attività diverse da quelle clinico-assistenziali, senza configurare un demansionamento.
In Lombardia sono complessivamente 670 (lo 0,6% di tutto il personale) tra medici, infermieri e operatori sanitarii lavoratori reintegrabili (oltre mille se si considera anche il settore privato). L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha riferito che i direttori generali e i direttori sanitari sono già stati invitati dall’assessorato a impiegare i medici reintegrati in mansioni che non prevedano contatti con pazienti a rischio.






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