Artigiani Louboutin conquistati dal Palio di Legnano: ecco le 16 calzature uniche al mondo per la sfilata storica
Le calzature storiche realizzate da Christian Louboutin Italia per il Palio di Legnano saranno indossate da capitani e castellane delle otto contrade
C’è chi ha studiato antiche tecniche di ricamo per il cuoio, chi ha sperimentato tinture naturali e chi, per ottenere sfumature il più possibile fedeli a quelle del Medioevo, ha persino provato a creare colorazioni attraverso la bollitura dei gusci d’uovo. Dietro le sedici paia di calzature realizzate per la sfilata storica del Palio di Legnano non c’è soltanto il nome di Christian Louboutin Italia, ma un intenso lavoro di ricostruzione storica e una passione che, giorno dopo giorno, ha conquistato gli stessi artigiani coinvolti nel progetto. É quanto emerso martedì 19 maggio, durante la presentazione delle calzature nella sala del Cenobio del Castello di Legnano. La consegna ufficiale ai capitani e alle castellane delle otto contrade va a valorizzare la bellezza dell’artigianato che lega il mondo del Palio al manifatturiero, fortemente presente sul territorio.
Le sedici calzature medievali
A fare gli onori di casa il gran maestro Alessandro Airoldi insieme al presidente della Fondazione Palio Luca Roveda. Con loro il personale delle risorse umane di Louboutin e i reggenti di contrada, che durante la sfilata di domenica 31 maggio indosseranno scarpe uniche al mondo, nate dall’incontro tra alta manifattura e tradizione storica.
I sedici pezzi realizzati, due per ogni contrada, destinati a capitano e castellana, sono il risultato di mesi di studio e confronto con i codici storici che fino ad oggi la Commissione Costumi, guidata dalla professoressa Carla Marinoni, ha studiato per realizzare ricami e costumi della sfilata storica. In questo mondo gli artigiani del gruppo Louboutin, che lavorano a Parabiago, hanno affrontato un percorso insolito anche per una maison abituata all’eccellenza delle calzature di lusso: ricostruire fedelmente materiali, lavorazioni e dettagli tipici dell’epoca medievale. Un percorso che per loro è stato «arricchente»: «Abbiamo riscoperto alcune tecniche e contemporaneamente abbiamo imparato tanto. Abbiamo anche creato un legame di appartenenza con le nostre contrade».
La cultura del Palio è anche bellezza
Ogni scelta è stata guidata dalla ricerca storica. Dall’utilizzo del cuoio alle tinture naturali, fino alle modalità di cucitura e ricamo della pelle, tutto è stato studiato per rispettare la storicità della sfilata. I protagonisti di questa avventura hanno raccontato quanto il lavoro sia stato minuzioso, fatto di prove, esperimenti e attenzione ai particolari, che ha trasformato la realizzazione delle scarpe in un vero viaggio dentro l’artigianalità medievale.
E proprio questo percorso ha creato un legame speciale tra gli artigiani e il mondo del Palio. «I gruppi di lavoro – ha precisato il gran maestro Airoldi -, associati alle diverse contrade, hanno conosciuto simboli, colori, storia e tradizioni della città, affezionandosi progressivamente a una realtà che per molti era inizialmente sconosciuta». Il progetto è così diventato qualcosa di più di una collaborazione aziendale: «un’esperienza umana fatta di appartenenza, confronto e passione condivisa», come hanno raccontato gli artigiani. «Ora, apprese tutte queste nozioni, ci impegneremo per creare una scarpa originale – concludono i protagonisti stessi del progetto -, più moderna ma sempre in tema Medioevo, da offrire alle otto contrade».














Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.