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Taglio del nastro per la “nuova” palazzina di via Venezia a Legnano: “Ora gli spazi diventino opportunità”

La palazzina tornerà a fare da casa ad una serie di associazioni di volontariato. L'intervento è costato circa 1,5 milioni di euro, finanziati per 945mila euro dal PNRR

Taglio del nastro dopo l’intervento di rigenerazione per la palazzina di via Venezia a Legnano, nata come asilo della stamperia De Angeli Frua. L’immobile, rimesso a nuovo anche grazie ad un finanziamento da quasi un milione di euro arrivato attraverso il PNRR, è stato simbolicamente restituito alla città e soprattutto al quartiere sabato 24 gennaio, e tornerà ora a fare da casa ad una serie di associazioni di volontariato individuate attraverso un bando ad hoc per garantire l’apertura quotidiana: Associazione Italiana Arbitri, Auser Ticino Olona, Auser Insieme ballando, Banca del tempo di Legnano e Radice Timbrica, insieme al Filo d’Arianna che utilizzerà il salone per le riunioni e al gruppo Girolibri, che ha qui il proprio deposito.

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«Oggi questo posto parla di rigenerazione urbana, una parola che a tanti può sembrare una parola fredda ma dentro la quale c’è un tema importante, perché rigenerare non significa solo ristrutturare – ha spiegato durante la cerimonia di inaugurazione il sindaco Lorenzo Radice -. Questo intervento fa parte di un percorso che sta interessando tutte le parti della città e soprattutto una serie di beni pubblici, e sottolineo beni, non edifici, che compongono la città di cui andiamo orgogliosi. Legnano è ricca di scuole, palestre, campi sportivi, centri civici, edifici che parlano di storia, in molti casi di storia dell’imprenditoria, di storia di una città operaia. Oggi stiamo facendo rigenerazione perché restituiamo uno spazio che ora deve diventare un luogo: un luogo di comunità».

Taglio del nastro dopo l'intervento di rigenerazione per la palazzina di via Venezia a Legnano

«Ora parte una scommessa nuova, relativa a quello che la comunità riuscirà a inventare in questi spazi trasformandoli in vita vera, in luoghi dove si inventano possibilità per le nostre persone – ha aggiunto il primo cittadino -. Rigenerare un luogo come questo significa investire sulle associazioni, sul volontariato, su quelle energie sane, positive, che fanno di Legnano quello che è. Sono risorse importanti che investiamo sul bene più prezioso: le relazioni, la capacità di inventare comunità che le associazioni e il volontariato sanno mettere in gioco. L’augurio per questo spazio è che possa essere non un condominio fatto di porte chiuse, ma una casa in cui tenere aperte quelle porte tra le associazioni, verso il quartiere e verso la città».

La palazzina di via Venezia non è stata per il momento intitolata: l’idea della giunta Radice è quella di ascoltare le proposte sul nome che associazioni “inquiline” dell’immobile indirizzeranno alla città. «Questo intervento – ha sottolineato durante l’inaugurazione l’assessore ai Lavori pubblici Marco Bianchi – è frutto della visione dell’amministrazione, che ha scelto di investire le risorse del PNRR in una serie strutture con l’obiettivo di restituire alla città spazi per l’aggregazione, per l’istruzione e per lo sport. Si tratta di interventi che hanno richiesto tanto lavoro, ma il risultato è encomiabile. Gli spazi della città devono essere spazi dei cittadini».

La storia della palazzina di via Venezia

Taglio del nastro dopo l'intervento di rigenerazione per la palazzina di via Venezia a Legnano

Realizzata nel 1925 per volontà della Società Italiana Ernesto De Angeli Frua, storica stamperia di tessuti nata a cavallo tra Ottocento e Novecento, la palazzina di via Venezia originariamente ospitava un asilo dedicato ai figli dei dipendenti dell’azienda, nelle vicinanze di una parte delle case operaie. L’edificio, composto da un corpo di fabbrica centrale a due piani e da due ali a un piano, con elementi architettonici ispirati allo stile lombardo sulle facciate, finestre bifore e trifore, decorazioni in mattoni e finti graffiti, era originariamente circondato da orti e giardini per la ricreazione e piccole esercitazioni dei bambini

L’immobile negli anni ’70 è stato poi rifunzionalizzato ed ampliato per adattarne gli spazi a scuola materna comunale, scopo al quale ha assolto fino ai primi anni Duemila, quando la scuola materna è stata trasferita nel nuovo edificio di via Pisa. Da quel momento, poi, l’edificio è stato nuovamente “rivisitato” per farne la sede di diverse associazione di volontariato attive sul territorio.

Il progetto di rigenerazione

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Con il via libera della Soprintendenza, negli anni scorsi per la palazzina di via Venezia è iniziato un intervento di rigenerazione urbana costato complessivamente circa 1,5 milioni di euro, finanziato per 945mila euro dal PNRR. I lavori, illustrati durante l’inaugurazione dalla dirigente del Settore Progettazioni Strategiche, Opere Pubbliche, Patrimonio e Servizi Pubblici Rosalba Russo e un tecnico dello studio che ha curato il cantiere, hanno portato alla riqualificazione energetica dell’edificio con conseguente diminuzione dei consumi, al rinnovo delle finiture delle pareti interne e alla sostituzione di pavimenti interni, serramenti, controsoffitti e impianti elettrici. Gli impianti, peraltro, sono stati anche ripartiti e separati per consentire alle associazioni un utilizzo autonomo.

Tra gli obiettivi centrali della riqualificazione anche l’abbattimento delle barriere architettoniche per garantire l’accessibilità ai disabili, con la creazione di un ascensore e l’eliminazione della rampa di accesso. L’intervento ha permesso inoltre un miglior utilizzo degli spazi interni, con la ex mensa, aggiunta nel 1975, trasformata in uno spazio per conferenze a disposizione delle associazioni e di Palazzo Malinverni, e la riqualificazione delle facciate, tornate al colore originario, e delle finiture esterne, con il recupero della scritta originale che riporta la sua prima destinazione. Le parti in calcestruzzo, inoltre, sono state ripulite e trattate con sostanze impermeabilizzanti e la copertura è stata rinnovata. Nel corso dei lavori sui soffitti di un locale sono state anche ritrovate delle pitture che, su indicazione della Soprintendenza, sono state messe in sicurezza e restaurate.

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 24 Gennaio 2026
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