Quantcast

Dopo 37 anni di servizio il capo distaccamento di Legnano Autovino va in pensione

Giuseppe Autovino va in pensione ricordando alle nuove leve che in una caserma non deve mai mancare il rispetto, l'onestà, la sincerità, la lealtà e l'altruismo

Giuseppe Autovino Vigile del fuoco 2023 in pensione

Siciliano di nascita con la passione per il mestiere del vigile del fuoco è Giuseppe Autovino, attuale capo del distaccamento di Legnano, che dopo 37 anni nel Corpo nazionale giovedì 31 agosto va in pensione. E lo fa ricordando alle nuove leve che in una caserma non deve mai mancare il rispetto, l’onestà, la sincerità, la lealtà e l’altruismo. Cinque capisaldi imparati sul campo che per lui possono salvare la vita e rendere il distaccamento un luogo sicuro: una seconda famiglia. Una eredità che il legnanese di adozione lascia racchiusa in un piccolo quadretto appeso tra le mura di via Leopardi: un piccolo promemoria da tenere sempre in mente.

Giuseppe Autovino Vigile del fuoco 2023 in pensione

La carriera tra Legnano e la Sicilia

Autovino entrò in servizio per la prima volta nel distaccamento di Legnano e lo fece il 3 luglio del 1986 come vigile permanente. Dopo anni di impegno tra la terra sicula e quella milanese Giuseppe, legnanese d’adozione ha concluso la sua carriera proprio nel distaccamento di via Leopardi, dove tutto è iniziato. Autovino ripercorrendo il suo passato ha raccontato che dopo 4 anni e due mesi a Legnano, su sua richiesta, venne trasferito a Messina. Cinque anni e mezzo li ha, quindi, trascorsi a Messina, poi il 15 gennaio del 1996 venne spostato a Palermo. Ed è tornato a Milano, come capo squadra nella sede centrale, dopo 10 anni trascorsi a spegnere incendi nella sua terra nativa. A seguire, nel 2007 venne aperto il distaccamento di Rho dove vi ha trascorso 12 anni. Poi, il primo ottobre del 2019 è tornato qui a Legnano. Una presenza importante ed apprezzata da tutta la “famiglia” del distaccamento legnanese. 

I segni indelebili

Guardandosi alle spalle Autovino ha fatto emergere anche le esperienze più dure, più difficili.. quelle che è meglio non raccontare. Perchè, come ha profondamente sottolineato, tutti i vigili del fuoco sono segnati dentro da esperienze forti, «indimenticabili». Per Autovino, la prima “cicatrice” fu nel 1994 quando intervenne con i suoi colleghi di Messina per un’auto bruciata nella quale venne trovata una donna morta carbonizzata: una giovane che lavorava in banca. Dopo alcuni attimi di silenzio il vigile del fuoco ha ricordato anche il 18 settembre 2006 quando in una palazzina al civico 7 di via Lomellina a Milano ci fù una violenta esplosione. Un fatto tragico nel quale morirono quattro persone tra cui un bambino il cui corpo venne trovato anche da lui. Certe cose non si dimenticano, ne è convinto il capo uscente di Legnano sostenitore di progetti psicologici come il “Supporto Pari” avviato recentemente. Iniziative per lui utili nel superare certi accadimenti traumatici e per questo da portare avanti.

Il mestiere del vigile del fuoco tra modernità e passato

La tecnologia per Autovino è “amica”, in quanto ha migliorato gli strumenti lavorativi. Ma ci vuole sempre un certo equilibrio. Quindi la carta non va dimenticata, così come non vanno prese scelte dietro ad uno schermo: è sempre necessario avere un contatto con la realtà. Per il vigile del fuoco una importante svolta nel campo della sicurezza, quindi anche per quanti riguarda gli incendi, è stata introdotta nel 1988 dall’allora comandante Leonardo Corbo che ha diffuso il concetto di prevenzione anche nella costruzione di strutture. Ma anche se gli strumenti diventano sempre più performanti e la cultura della prevenzione si diffonde in maniera capillare per Autovino, la passione, la curiosità e la voglia di aggiornarsi non devono mancare mai in un vigile del fuoco.

Il pensionamento

Andare in pensione è un traguardo da guardare con spensieratezza. Di questo ne è certo Autovino che già sta pensando come trascorrere il suo tempo libero tra impegni in famiglia, passeggiate in bicicletta e viaggi alla scoperta dell’Italia: un Paese da apprezzare che per il vigile del fuoco va solo amato per la sua ricchezza. Ma il suo saluto significherà anche una netta separazione dal corpo dei Vigili del Fuoco, perchè per lui è necessario «staccare totalmente» per non soffrire il distacco di quello che è «un grande amore».

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 31 Agosto 2023
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore