Docenti eroi del Cavalleri evitano incidente in gita: “Dovevamo riportare a casa tutti i ragazzi”
Miriam Morsani, una dei tre docenti del liceo di Parabiago che ha messo in sicurezza il pullman dopo un malore dell'autista, racconta come insieme hanno evitato che si verificasse il peggio
Miriam Morsani, è una dei tre docenti eroi del liceo Cavalleri che lo scorso 15 aprile hanno accompagnato la classe in gita d’istruzione a Praga e che si sono trovate a gestire un momento di grande emergenza durante il viaggio. L’abbiamo contattata al telefono dopo la richiesta della dirigente scolastica di un riconoscimento ufficiale da parte del Ministro Vanditara per il il gesto eroico dei tre insegnanti.
«Stavamo tornando dal campo di concentramento di Terezin con il pulmino di un’agenzia locale. Il mezzo stava viaggiando a velocità sostenuta. Il professore Domenico Lucifora era seduto vicino all’autista, io e la mia collega Federica Verzaro eravamo nei posti subito dietro», ricorda. «A un certo punto abbiamo capito che l’autista stava perdendo il controllo del mezzo. Non ho avuto il tempo di pensare e d’istinto ho afferrato il volante. In situazioni come queste ogni attimo può essere decisivo. Nel frattempo il prof, Lucifora ha schiacciato il pedale del freno». Fortunatamente il mezzo si trovava nella corsia di destra quando la situazione è precipitata e, grazie alla prontezza dei docenti, il pullman è stato portato nella corsia di emergenz, senza conseguenze per i passeggeri. «Non si è fatto male nessuno, non abbiamo neanche percepito lo sbandamento. Eravamo solo tutti molto spaventati».
Una volta fermato il mezzo, la professoressa Verzaro, volontaria in Croce Rossa, è scesa e ha subito soccorso l’autista: «Ha verificato che respirasse – racconta la collega -, ha compreso la gravità della situazione e ha fatto intervenire l’ambulanza con automedica». L’uomo è stato quindi trasportato in ospedale e preso in carico dai sanitari locali.
Il giorno successivo, l’agenzia locale che aveva organizzato il viaggio ha espresso la propria vicinanza al gruppo. «Ci hanno portato dei dolcetti per tutti i ragazzi e per noi docenti una guida. Ci hanno anche consegnato una pergamena di ringraziamento, come segno di riconoscenza». Fondamentale anche il supporto della scuola e delle famiglie: «Abbiamo subito chiamato la scuola, che si è attivata immediatamente avvisando i genitori, i quali ci hanno sostenuto fino al rientro». Tanto che all’arrivo in aeroporto, il gruppo ha ricevuto anche un’accoglienza speciale: «I genitori ci hanno accolto con mazzi di fiori, un gesto molto bello che ci ha emozionato».
La docente sottolinea soprattutto la reazione degli studenti: «Devo fare i complimenti a tutti, perché non è facile per ragazzi di 17-18 anni non andare in panico. Qualcuno si è spaventato, qualcuno ha pianto, ma hanno reagito in modo collaborativo. Hanno comunicato tra loro, dimostrando che la classe è unita».
«È stato un lavoro di squadra – conclude –. Siamo intervenuti come team e insieme siamo riusciti a evitare di perdere il controllo del mezzo con conseguenze che potevano essere gravissime. Dovevamo portare a casa tutti i ragazzi, questo era il mostro unico obiettivo».
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