Dall’assistenza all’autonomia: 715mila euro del PNRR per le persone con disabilità del Medio Olona
Appartamenti attrezzati, tirocini e progetti individuali: il piano dell'Ambito di Castellanza per accompagnare le persone verso una vita indipendente.
Nove percorsi individualizzati, due appartamenti attrezzati con domotica, cinque persone avviate a tirocini e due già assunte con un contratto di lavoro. Sono i primi risultati concreti del progetto finanziato con 715.000 euro dal PNRR che l’Ambito di Castellanza – insieme all’Azienda Speciale Consortile Medio Olona Servizi alla Persona e alle cooperative del territorio – ha messo in campo per sostenere l’autonomia delle persone con disabilità.
Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi dal Comune di Olgiate Olona, che fa parte dell’Ambito, e segna un cambio di approccio rispetto ai servizi tradizionali: non più soltanto assistenza, ma percorsi costruiti attorno alle capacità e alle aspirazioni di ciascuna persona. Ogni partecipante è seguito da un’équipe multidisciplinare che elabora un piano individuale, con obiettivi specifici e un accompagnamento continuativo nel tempo.
La casa come laboratorio di vita
Il cuore del progetto sono due appartamenti dedicati: uno è già attivo a Gorla Minore, il secondo sta per avviarsi a Olgiate Olona. Non si tratta di strutture assistite nel senso tradizionale del termine. Sono abitazioni dotate di tecnologie domotiche – che permettono di gestire luci, sicurezza e comfort con maggiore autonomia – dove i residenti imparano a gestire la quotidianità: fare la spesa, pagare le bollette, convivere con altri, risolvere i problemi che capitano ogni giorno.
L’obiettivo dichiarato è trasformare questi spazi in una tappa, non in una destinazione permanente: un allenamento all’indipendenza che prepara a vivere in modo autonomo nel tessuto della città.
Il lavoro come diritto, non come eccezione
Parallelamente alla dimensione abitativa, il progetto lavora sull’inserimento lavorativo. Cinque persone hanno già avviato un tirocinio, due hanno ottenuto un contratto. Non si tratta di collocamenti senza seguito: ogni percorso prevede formazione preliminare, un tutor di riferimento e un supporto continuativo anche dopo l’avvio.
Il lavoro, in questa logica, non è solo una fonte di reddito ma uno strumento di partecipazione alla vita sociale, un riconoscimento di capacità spesso sottovalutate.
Una rete che tiene
Il progetto non si regge soltanto sui servizi istituzionali. Accanto ai servizi sociali dell’Ambito e alle cooperative convenzionate, sono coinvolti il volontariato, le reti di vicinato e le realtà locali del territorio. Una scelta precisa, che riflette la convinzione che l’autonomia di una persona non si costruisce nell’isolamento, ma dentro una rete di relazioni e responsabilità condivise.










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