Anffas: “Una assemblea assolutamente regolare”
E' la tesi della presidente Francesca Fusina che replica alle critiche: "Nessuno ha zittito o allontanato dalla sede alcuno dei presenti"...
(marco tajè) – Francesca Fusina, qui sotto nella foto d'archivio con l'assessore Silvestri, confermata presidente di Anffas, replica alle considerazioni di alcuni cittadini presenti all'ultima assemblea dell'associazione e pubblicate ieri dal nostro giornale.
Da parte nostra, teniamo a precisare che, nel pubblicare le lettere pervenute dai coniugi Barello, dal dr. Filippo Bonzi e dall'avv. Emanuele Valli, non abbiamo assolutamente commentato la rielezione della signora Fusina con i toni polemici che invece ci vengono accreditati. Abbiamo solo inserito nel servizio le decisioni e i giudizi espressi da questi testimoni diretti dei fatti. E' possibile verificarlo, rileggendo qui il servizio.

Spettabile redazione, a rettifica di quanto riportato negli articoli di stampa delle varie testate, vorrei precisare che l’assemblea che si è tenuta sabato 29 novembre, era stata indetta per rinnovare le cariche sociali e per spiegare ai soci relativamente ad alcune accuse (rivelatesi infondate) mosse da parte di un socio, cercando nel contempo di tutelare il nome di Anffas Legnano nel più ampio rispetto di chi ci ha preceduto.
In un’atmosfera pur difficile per alcuni toni sopra le righe dovuti allo scandalo suscitato nei soci dalle accuse mosse dal delatore, si è svolta lasciando ampio contraddittorio a chiunque volesse parlare, ammettendo anche in aula persone sconosciute, non socie e presentatesi all’improvviso; la sig.ra Barello ha lasciato l’aula di sua iniziativa e non è stata, come erroneamente riportato, mandata via né tantomeno zittita.
La millantata non democraticità è evidentemente frutto dell’interpretazione soggettiva di chi non ha voluto accettare un passaggio di consegne che ha cambiato le modalità culturali e gestionali dell’associazione, che si è aperta ad un’ottica solidaristica e non più mutualistica e individualistica che favoriva prioritariamente “l’orticello” e non il benessere di TUTTE le persone con disabilità, iscritte o non iscritte ad anffas Legnano; un’associazione che oggi persegue come faro illuminante i princìpi contenuti nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con disabilità e la Vision di Anffas Nazionale, proiettata verso un futuro di inclusione e autodeterminazione per le persone con disabilità, che apre le porte (e il parco ex-ILA), alla cittadinanza legnanese in un’ottica di inclusione e crescita culturale.
C’è stato qualcuno, un piccolo zoccolo duro (4 – 5 persone su un’assemblea di più di 100 persone) che non ha accettato l’indispensabilità del lavoro in rete con altre associazioni della Ledha (lega per i diritti delle persone con disabilità), che vede nel benessere di tutti l’unico scopo comune; le iniziative di rete e di collaborazione con le altre Associazioni, con le Amministrazioni Comunali e con la ASL che da due anni si stanno svolgendo sul territorio sono sotto gli occhi di tutti, così come i risultati che si stanno ottenendo a favore della cittadinanza.
Premettendo che a parte il socio delatore, allontanato in coro dall’assemblea stessa, nessuno è stato mandato via da anffas e anche se non devo dare spiegazioni, preciso che mi ero dimessa per diversi motivi:
-Perché ho capito che qualcuno voleva usare impropriamente il nome di Anffas Legnano come paravento, usando l’associazione come un club privato che privilegia pochi e si disinteressa di tutti gli altri, era quindi indispensabile un cambio di rotta.
-Perché sono stati accolti come veri, i dubbi infondati di un socio che non capendo come funzionano le cose perché totalmente assente nonostante rivestisse ruoli importanti, ha messo in cattiva luce Anffas Legnano rispetto a una presunta “malagestione” dubbi , rivelatasi poi infondati da un parere pro veritate(con consulente indicato da Anffas Regione Lombardia).
-perché i probiviri hanno emesso una sentenza ai miei danni, ritenendomi colpevole di fatti poi rivelatesi falsi, e ascoltando solo l’accusa, senza mai interpellare la controparte; sottolineo che questo protocollo, attuato in violazione di qualsiasi comportamento da “buon padre di famiglia” o Codice Etico, sia stato eseguito proprio da un avvocato.
– perché il nome di Anffas Legnano è stato ingiustamente infangato e non certo dalla sottoscritta, che ha tentato in tutti i modi di tutelarlo e proteggerlo; ho lavorato 10 anni a fianco del dr. Barello, con il quale c’è sempre stato un buon rapporto e al quale devo tutto quello che so, non mi sono mai permessa nemmeno di nominarlo in questa triste vicenda e di certo non mi sarei mai permessa nemmeno di espellerlo da una sua creatura come è Anffas.
Tengo a sottolineare che tutto il restante Consiglio Direttivo (eccetto un membro), tutto il Collegio dei Revisori dei Conti e un probiviro hanno a loro volta dato le proprie dimissioni per solidarietà di intenti con la presidente; Anffas Legnano è una associazione solida che si è schierata solidamente.
I restanti probiviri NON sono stati licenziati o allontanati, con loro stessa comunicazione ad Anffas Nazionale hanno dichiarato decaduta anche la loro carica; potevano ripresentarsi alle nuove elezioni e non l’hanno fatto.
Per finire, non sono stata rieletta in polemica come riportato a grandi lettere dall’articolo.
Non mi sono ricandidata alla carica di presidente per coerenza e per sfinimento dopo un lungo periodo in cui ho lavorato gratuitamente per tutelare i diritti delle persone con disabilità col giogo di accuse infamanti sulle spalle, ma pressoché tutta l’assemblea ha richiesto per acclamazione la mia nomina, solo per questo ho accettato, segno che Anffas Legnano è e resta un’associazione sana che crede solidamente al lavoro della presidente e del suo Consiglio Direttivo.
FRANCESCA FUSINA






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