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Omicidio Ravasio, i legali dei genitori della vittima: “La figlia di Adilma coinvolta in tutte le fasi”

Per le parti civili la scelta dell'imputata di non sottoporsi all’esame della Corte d’Assise avrebbe portato alla «cristallizzazione di una verità: quella della gravità, precisione e concordanza» degli indizi

Ariane Pereira Bezerra da Silva «è sempre stata consapevole del piano omicidiario e si è sempre posta sulla stessa lunghezza d’onda della madre». Non hanno usato mezzi termini i legali delle parti civili, ovvero i genitori della vittima, per chiedere la condanna per concorso materiale e morale nell’omicidio di Fabio Ravasio per Ariane Pereira Bezerra da Silva, la figlia di Adilma Pereira Carneiro – compagna dell’uomo già condannata in primo grado per il delitto -, a sua volta a processo per la morte del 52enne di Parabiago.

Per gli avvocati Francesco Arnone e Vincenzo Montalbano il quadro indiziario a carico dell’imputata tracciato dagli inquirenti «non lascia spazio ad altre interpretazioni»: la donna, infatti, sarebbe stata «sempre, in ogni contesto, consapevole di quello di cui si stava parlando», senza mai mostrare «comportamenti di cesura o resipiscenza», senza mai «chiedere spiegazioni rispetto a ciò di cui si stava parlando», dimostrando una «complicità» tra lei e la madre che «si concretizza in una serie di condotte coordinate e coerenti con la premeditazione» del delitto.

Ariane Pereira Bezerra da Silva per i legali delle parti civili non sarebbe stata «solo una mera esecutrice, ma un’ideatrice» dell’omicidio, con un «ruolo attivo», partecipando «con consapevolezza a tutte le fasi dell’omicidio». «Si è tentato di sostenere che questo procedimento sia una specie di caso e che il procedimento principale sia l’unico rilevante nella vicenda che ha interessato Fabio Ravasio – hanno ribadito gli avvocati Arnone e Montalbano -. È vero che questo procedimento è nato per secondo, ma è un punto di forza perché è nato solo dopo che sono emersi nella loro lampante criticità tutti i gravissimi elementi indiziari emersi nei confronti di Ariane Pereira Bezerra da Silva, sulla base di una valutazione indiziaria puntuale, precisa e dirimente che ha dimostrato la responsabilità penale dell’imputata».

Per le parti civili, infatti, non sarebbe possibile una «lettura alternativa» degli indizi evidenziati dagli inquirenti a carico dell’imputata e una conclusione diversa sarebbe «un azzardo di fantasia». A chiudere il cerchio intorno agli indizi sarebbe proprio il movente, insieme al silenzio della donna, che ha scelto di non sottoporsi all’esame della Corte d’Assise di Busto Arsizio, portando per le parti civili alla «cristallizzazione di una verità: quella della gravità, precisione e concordanza di tutti questi indizi».

Omicidio Ravasio, la Procura chiede l’ergastolo per la figlia di Adilma Pereira Carneiro

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 15 Ottobre 2026
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