Omicidio Ravasio, Ariane Pereira Bezerra da Silva in silenzio davanti alla Corte d’Assise
L'imputata si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Alla donna, fino a qualche settimana fa in carcere, sono stati concessi gli arresti domiciliari
Si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio Ariane Pereira Bezerra da Silva, arrestata a luglio dello scorso anno e ora a processo per l’omicidio di Fabio Ravasio. La donna, 32 anni, è la figlia di Adilma Pereira Carneiro, individuata già nelle prime settimane dopo il delitto dagli inquirenti come la “regista” dell’agguato orchestrato in modo da far credere che l’uomo fosse stato investito da un pirata della strada poi datosi alla fuga e condannata lunedì 15 giugno in primo grado all’ergastolo per l’omicidio del 52enne, all’epoca suo compagno.
Intanto all’imputata, fino a qualche settimana fa in carcere, sono stati concessi gli arresti domiciliari. La richiesta di sostituzione della misura cautelare della difesa – alla quale si erano opposti i legali delle parti civili – era arrivata proprio qualche giorno prima della sentenza di primo grado che ha messo nero su bianco le condanne in primo grado per l’omicidio di Fabio Ravasio per Fabio Lavezzo e Marcello Trifone (ergastolo), Massimo Ferretti (24 anni), Igor Benedito (23 anni), Mohamed Dahibi (22 anni), Fabio Oliva (14 anni) e Mirko Piazza (14 anni e 4 mesi).
Il processo tornerà in aula a metà luglio, quando la Corte d’Assise presieduta da Cristina Ceffa riprenderà ad ascoltare le testimonianze. In quell’occasione sul banco dei testi sfileranno i testimoni chiamati dalla difesa dell’imputata, che si è sempre professata innocente. L’imputata, invece, si è detta intenzionata a rilasciare dichiarazioni spontanee più avanti.








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