Parcheggi e un intervento di riqualificazione: Dairago punta all’acquisizione dell’area dell’ex municipio
L'amministrazione si è rivolta all'Agenzia delle Entrate per la stima del valore di mercato dell'area dell'ex municipio, con l'intento di acquistarla o espropriarla per «migliorare il decoro urbano»
Stalli di sosta e una riqualificazione dell’area finalizzata a «migliorare il decoro urbano». Dairago ha scelto il futuro dell’area dell’ex municipio di via Garibaldi, immobile privato adibito a palazzo comunale fino a fine anni ’80, e il primo passo per realizzarlo è un accordo con l’Agenzia delle Entrate per la stima del valore di mercato dell’area.
«L’amministrazione comunale intende procedere all’acquisizione dell’area denominata “ex Comune”, con l’intento di restituire dignità e funzionalità al sito attraverso interventi che ne garantiscano l’integrazione armoniosa con il contesto edilizio circostante – si legge nella delibera di giunta relativa all’accordo con l’Agenzia delle Entrate -. Ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, è necessario redigere il progetto comprensivo di quadro economico contenente anche la stima del valore delle aree da espropriare. Per garantire imparzialità e trasparenza nella valutazione, è opportuno richiedere la stima del valore di mercato dell’area all’Agenzia delle Entrate». «La stima consentirà l’acquisto o l’esproprio per pubblica utilità del terreno – aggiunge la sindaca Paola Rolfi -. L’acquisizione dell’area è finalizzata alla realizzazione di stalli di sosta e a un intervento di restyling volto a migliorare il decoro urbano».
Nei mesi scorsi l’area dell’ex municipio era finita anche nel mirino delle minoranze, che avevano stigmatizzato lo «stato di abbandono e degrado visibile» in cui versa da anni l’area, presentando un’interrogazione per chiedere conto alla prima cittadina e alla sua giunta dei piani dell’amministrazione comunale per «favorire un intervento risolutivo da parte della proprietà» e di eventuali iniziative studiate «per affrontare la situazione dell’area e restituirle una funzione dignitosa e coerente con le esigenze del territorio».
Foto di archivio










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