Cerro Maggiore celebra il 4 Novembre: “Riconoscenza verso chi ha creduto nell’Italia più di sé stesso”
Domenica 9 novembre Cerro Maggiore ha celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
Cerro Maggiore ha celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate nell’anniversario dell’armistizio di Villa Giusti entrato in vigore il 4 novembre 1918, con la quale si fa coincidere la fine della Prima guerra mondiale e l’Italia si vide riconoscere l’annessione di Trentino, Alto Adige, Istria e Trieste, ma non quella di Dalmazia e Libia come inizialmente previsto, ragion per cui Gabriele D’Annunzio parlò di “vittoria mutilata”.
Unica festa nazionale celebrata dal nostro Paese prima, durante e dopo il ventennio fascista, la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate è stata istituita nel 1919 e fino al 1976 è stata segnata in rosso sul calendario. Dall’anno successivo, invece, in base ad una riforma finalizzata ad aumentare i giorni lavorativi, le celebrazioni sono slittate alla prima domenica di novembre.

Durante il suo intervento il sindaco Nuccia Berra ha ricordato come questa giornata rappresenti «non soltanto una ricorrenza storica, ma un atto di coscienza e di riconoscenza verso coloro che hanno creduto nell’Italia più di sé stessi, mettendo il proprio dovere e l’amore per la patria davanti a ogni altra cosa». «Il 4 Novembre – ha aggiunto la prima cittadina – è il simbolo di un’Italia che non dimentica, che riconosce il valore di chi ha combattuto e di chi ancora oggi serve lo Stato in silenzio, con disciplina, coraggio e dedizione. Le Forze Armate rappresentano un presidio di pace e sicurezza, una testimonianza quotidiana di servizio e di amore per la comunità».
«Ricordare chi ha servito la patria – ha concluso il sindaco, che insieme all’amministrazione comunale ringrazia don Erasmo Robecchi, don Pierangelo Belloni, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, Protezione Civile, Associazione Combattenti e Reduci, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Nazionale Alpini e tutte le associazioni che hanno partecipato alla cerimonia per il «costante impegno» con cui «mantengono viva la memoria e tramandano alle nuove generazioni il valore del sacrificio e dell’appartenenza alla Nazione» – è un dovere che appartiene a ogni generazione. Solo mantenendo viva la memoria potremo continuare a costruire un futuro fondato sull’identità, sulla libertà e sul rispetto di chi ha donato la vita per l’Italia».














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