Ancora scontro a Nerviano sull’organizzazione scolastica. La sindaca: “Meno slogan e più serietà”
Dopo i dubbi di Lega e Fratelli d'Italia sul questionario rivolto alle famiglie che ipotizza una diversa organizzazione dei plessi, arriva la replica della sindaca
Scuole, sempre scuole, fortissimamente scuole. A Nerviano, dopo la chiusura della scuola di via Diaz ormai un anno fa, la riorganizzazione dei plessi scolastici continua a far discutere, mentre la spaccatura tra maggioranza e opposizioni si fa sempre più profonda. Dopo i dubbi di Lega e Fratelli d’Italia sul questionario rivolto alle famiglie che ipotizza una diversa distribuzione delle classi tra i plessi di via Di Vittorio e via Trento a S. Ilario, infatti, non si è fatta attendere la replica della sindaca Daniela Colombo.
«L’ipotesi di una diversa riallocazione dei plessi non nasce dall’amministrazione comunale – ripetiamo per l’ennesima volta che questa materia è di competenza esclusiva della scuola -, ma da una riflessione interna all’istituzione scolastica – sottolinea Colombo -. Di fronte a questa proposta, il Comune ha ritenuto di affiancare la scuola con uno strumento trasparente: un questionario rivolto alle famiglie. Il questionario ha una finalità esclusivamente conoscitiva chiaramente esplicitata nelle premesse: comprendere non solo il grado di condivisione dell’ipotesi avanzata, ma soprattutto le ricadute concrete rispetto alla sostenibilità dei servizi che il Comune sarebbe chiamato a garantire in caso di modifiche. Nessuna decisione è stata assunta. Nessun cambiamento è stato deliberato. Solo ascolto e responsabilità».
«Ciò che sorprende, ma ormai fino a un certo punto, è l’atteggiamento delle opposizioni. Per mesi hanno invocato “ascolto” di famiglie e scuola, mentre oggi attaccano proprio lo strumento che consente quell’ascolto – aggiunge la sindaca -. Una posizione incoerente, che dimostra come l’obiettivo non sia contribuire a soluzioni – di suggerimenti, peraltro, non ne sono mai pervenuti -, ma esclusivamente quello di alimentare polemiche».
«Qualcuno parla di “gioco delle parti” – conclude la prima cittadina -. Francamente, riteniamo che il tempo del gioco sia finito da un pezzo. L’amministrazione è oggi impegnata ad affrontare una situazione complessa, ereditata da anni in cui la manutenzione e la programmazione degli edifici scolastici, e più in generale del patrimonio pubblico, non hanno avuto nessuna attenzione. Una responsabilità diffusa che coinvolge pesantemente chi oggi si erge a critico. Al contrario, l’amministrazione comunale sta realizzando interventi concreti, che richiedono risorse economiche rilevanti, impegno tecnico e capacità amministrativa. Scelte difficili, ma necessarie, che nulla hanno a che vedere il “gioco” delle opposizioni, bensì con una visione seria e consapevole del ruolo che si è chiamati a svolgere. Il dibattito meriterebbe dunque ben altro livello: meno slogan propagandistici e più serietà. Perché sulla scuola, sul futuro dei ragazzi, sulle loro famiglie e sulla qualità dei servizi, non c’è spazio per il teatro: c’è spazio solo per responsabilità e fatti».










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