La Lombardia vara la prima legge sull’Intelligenza Artificiale: “Sviluppo etico e supporto alle PMI”
Approvato in Giunta il progetto di legge dell'assessore Fermi. Nasce un comitato di esperti e una "Carta regionale" per guidare la rivoluzione tecnologica
Non più solo spettatrice di un cambiamento globale, ma protagonista attiva. Regione Lombardia ha approvato il progetto di legge “Disposizioni in materia di Ricerca, Innovazione e Intelligenza Artificiale per lo sviluppo sostenibile”, una norma che aggiorna la storica legge “Lombardia è Ricerca” e inserisce ufficialmente l’Intelligenza Artificiale (IA) tra le priorità strategiche del territorio.
L’obiettivo dichiarato dall’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, è colmare il divario digitale che oggi vede le grandi aziende già proiettate nel futuro, mentre le piccole imprese e le pubbliche amministrazioni locali restano ancora ai margini della trasformazione tecnologica.
I tre pilastri della nuova legge
La “governance” del settore si poggerà su tre strutture fondamentali per garantire che l’algoritmo non viaggi più veloce della norma:
Programmazione strategica: un piano triennale per definire dove e come investire le risorse.
Comitato scientifico: un organismo indipendente composto da cinque esperti di alto profilo (scelti tramite bando pubblico) che resteranno in carica tre anni con funzioni consultive.
Tavolo tecnico permanente: un luogo di confronto che riunirà almeno tre volte l’anno università, centri di ricerca, Irccs, Its Academy, associazioni di categoria e sindacati.
Un codice etico per la tecnologia
Uno dei punti centrali del provvedimento è la “Carta regionale per lo Sviluppo dell’Intelligenza Artificiale”. Non si tratta solo di produttività, ma di definire un perimetro etico: l’IA dovrà essere utilizzata nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, puntando a migliorare la qualità della vita e l’efficienza dei servizi pubblici senza delegare interamente il controllo alla macchina.
“Abbiamo affrontato il tema con cautela – ha spiegato l’assessore Fermi – per evitare che troppe norme frenassero l’innovazione. Ma una Regione come la nostra ha il dovere di ritagliarsi un ruolo importante. Vogliamo che la Lombardia sia al centro dei processi di sviluppo, favorendo l’adozione di soluzioni avanzate anche nei piccoli comuni e nelle filiere produttive locali”.
Ricerca e territorio
La legge punta a creare una rete solida tra i vari attori dell’ecosistema innovativo lombardo. Dai parchi tecnologici ai cluster, l’idea è quella di trasformare le analisi teoriche in politiche concrete che possano, ad esempio, aiutare un’impresa manifatturiera del Varesotto o un ente locale a utilizzare l’IA per ottimizzare i consumi energetici o la gestione dei dati.
Il testo passerà ora al vaglio del Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva, segnando un passo decisivo verso quello che Palazzo Lombardia definisce uno “sviluppo tecnologico competitivo e responsabile”.






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