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Ex Rimoldi-Necchi, ancora deserta l’asta per l’area di via Montebello a Busto Garolfo

Anche stavolta nessun potenziale acquirente si è fatto avanti per l'area che ospitava la ex Rimoldi-Necchi, colosso mondiale delle macchine da cucire

ex rimoldi-necchi Busto Garolfo

Niente da fare, anche a poco più di 800mila euro nessun compratore si è fatto avanti per la ex Rimoldi-Necchi di via Montebello a Busto Garolfo: giovedì 3 febbraio avrebbero dovuto essere aperte le buste per valutare le offerte presentate, ma di buste, anche stavolta, sulla scrivania del delegato alla vendita non ne è arrivata nemmeno l’ombra.

I quattro capannoni e i tre terreni che appartengono al complesso industriale, il cui stato di conservazione lascia purtroppo a desiderare, in questi anni sono già stati al centro di tre esperimenti d’asta: il primo alla fine di luglio dello scorso anno, quando si era partiti da una base di 1,6 milioni di euro, il secondo a febbraio dello scorso anno, con un prezzo ribassato di oltre 300mila euro, e l’ultimo a luglio 2021, con ulteriore “sconto” da più di 250mila euro. In tutti e tre i casi, però, all’apertura delle buste non ci si è nemmeno arrivati, perché nessun potenziale acquirente si è fatto avanti.

Così il Tribunale di Busto Arsizio ci ha riprovato per la quarta volta, e in questo caso sarebbero bastati 819.200 euro per aggiudicarsi l’area che per decenni ha ospitato l’allora colosso mondiale delle macchine per cucire. Lo sconto da oltre 200mila euro, però, non è servito ad aprire un nuovo capitolo per la ex Rimoldi-Necchi, nonostante l’avviso di vendita desse la possibilità di presentare offerte a partire da un minimo di di 614.400 euro: cifra che avrebbe già potuto valere l’aggiudicazione qualora non ci fossero state altre offerte né una «seria possibilità di conseguire un prezzo superiore con una nuova vendita».

Ora per l’area si profila un quinto esperimento d’asta con un ulteriore taglio del prezzo minimo, ma contro la procedura finora più che l’aspetto economico ha pesato l’incognita legata all’impossibilità di avere certezze rispetto ai costi di bonifica dei terreni. L’area occupata dalla ex Rimoldi-Necchi, infatti, ormai da decenni, a corrente alternata, è al centro di polemiche legate all’inquinamento ed allo smaltimento dei rifiuti, tra provvedimenti del comune per la bonifica dei terreni ed interventi da parte dell’autorità giudiziaria. Tanto che nei mesi scorsi il comune ha deciso di affidare una consulenza stragiudiziale ad un legale esperto in materia ambientale per prendere una volta per tutte i provvedimenti necessari a sbrogliare la matassa che ruota intorno al complesso industriale, che negli anni si è fatta sempre più intricata per i diversi passaggi di proprietà che ci sono stati.

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 08 Febbraio 2022
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