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“Va bene il greenpass, ma usiamolo con buon senso e disciplina”

Una lettrice manifesta il pensiero di genitori che si sentono presi in giro dalle scelte delle istituzioni di liberalizzare le più diverse forme di divertimento a discapito ancora una volta dei bambini

green pass

Buonasera direttore, sono un genitore di due bambini che frequentano rispettivamente la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. In questo momento entrambe le loro classi sono chiuse a seguito di casi di compagni e maestre positivi al Covid-19.

Io e gli altri genitori siamo rammaricati e ci sentiamo di nuovo presi in giro dalle scelte delle istituzioni di liberalizzare le più diverse forme di divertimento a discapito, ancora una volta dei bambini.
Sebbene le manifestazioni e i locali siano accessibili solo ai titolari di greenpass, le immagini che quotidianamente vediamo sulle pagine di informazione e sui social network dei locali di intrattenimento sono, a mio avviso, indecenti. Vedere decine di ragazzi ammassi in un locale chiuso a ballare senza mascherina “ma con il greenpass” e migliaia di persone al Luna Park, sebbene all’aperto ma senza la più minima distanza di sicurezza, sono solo esempi di come a discapito della salute, l’economia abbia il sopravvento. Il greenpass non è un certificato di esenzione assoluta dal virus, ma dovrebbe essere uno strumento di ripartenza con buon senso e disciplina.
Ad oggi a Legnano sono molte le classi in quarantena e diverse sono le insegnanti risultate positive nonostante il vaccino e il greenpass.

Di nuovo la scuola, di nuovo i bambini. Soprattutto i più piccoli, quella della scuola dell’infanzia e primaria che come l’anno scorso pagano le conseguenze dei comportamenti di altri.
Con loro, le famiglie che, a fronte di una drastica riduzione della possibilità di Smart working, si fanno carico della didattica a distanza, dell’isolamento dei bambini e della quarantena.

Credo che tornare ad un lock down assoluto non sia auspicabile per nessuno: dobbiamo andare avanti e sostenere tutte le categorie economiche ma senza dimenticarci che la pandemia non è finita e che una larga di popolazione non può e non potrà avrà accesso al vaccino. Dovrebbe essere responsabilità dei singoli, degli esercizi commerciali e delle istituzioni di controllo fare in modo che tutti, anche i più piccoli e le loro famiglie, possano tornare alla tanta bramata normalità.

Lettera firmata

Redazione
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Pubblicato il 28 Novembre 2021
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