Quantcast

Troppo suolo consumato, Legambiente “chiama” i candidati al risparmio della risorsa più importante

È un bene non rinnovabile: una volta consumato, rigenerare il suolo fertile è operazione costosa e complessa. In vista delle elezioni comunali, l'associazione del cigno verde ha analizzato il consumo dei Comuni in Lombardia.

Il cantiere della ferrovia a ridosso dell’aeroporto di Malpensa

Sono novantatré i Comuni lombardi che andranno al voto nel prossimo fine settimana e l’occasione è utile per tracciare un bilancio della gestione del territorio negli ultimi anni, con particolare attenzione a una criticità ambientale sempre più rilevante: il consumo di suolo. La perdita di aree agricole, boschive e naturali riflette in larga misura le scelte urbanistiche adottate dalle amministrazioni locali, sia nella pianificazione sia nell’autorizzazione di nuovi interventi edilizi.

I dati utilizzati provengono dall’inventario nazionale pubblicato annualmente dall’Ispra, l’istituto nazionale ambientale (“Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Roma 2025”) e descrivono le variazioni di suolo trasformato da naturale o agricolo in artificiale. Per il confronto sui Comuni che andranno al voto sono stati analizzati i dati relativi al quadriennio 2021-2024, utili per valutare l’azione amministrativa nel corso del mandato, in attesa della pubblicazione dei dati 2025.

Tra i comuni della provincia di Varese al voto emergono situazioni particolarmente significative.
Casorate Sempione ha registrato 22,56 ettari di suolo consumati, in gran parte riconducibili ai cantieri e alla sede della nuova ferrovia che collega Gallarate con Malpensa, con un livello di urbanizzazione del 27,6% del territorio. Assai meno rilevante è il consumo – legato in parte alla ferrovia – del suolo a Somma Lombardo 3,23 ettari, che ha più o meno lo stesso livello complessivo di consumo del territorio (24,6%).

Più ampia la percentuale di consumo nella zona ridosso dell’area metropolitana di Milano: Origgio ha consumato 4,43 ettari arrivando ad un’urbanizzazione al 39,2%.

Lonate Ceppino ha consumato 1,73 ettari (30,2%), mentre Luino e Laveno-Mombello hanno segnato consumi più contenuti, rispettivamente 1,20 e 1,12 ettari, legati a piccole espansioni residenziali o turistiche, con livelli di urbanizzazione pari a 16,8% e 12,6%, quindi piuttosto bassi.

I dati – sottolinea Legambiente – mostrano come anche comuni non metropolitani siano soggetti a una pressione significativa, tra saturazione di aree industriali, espansione produttiva e sviluppo di servizi turistici o sportivi.

Nell’Alto Milanese, Parabiago ha consumato 7,21 ettari con un livello di urbanizzazione molto elevato (42,8%), riflettendo sia interventi di laminazione idraulica sia ampliamenti industriali e commerciali. Magnago ha segnato 3,27 ettari consumati (31,5%), Legnano 2,53 ettari (arrivando al 56,5%), mentre Turate, in provincia di Como a ridosso del Saronnese, ha visto consumare 2,38 ettari di suolo con urbanizzazione al 32%, tra edilizia residenziale e infrastrutture.

In generale, il consumo di suolo rimane elevato in comuni dove si realizzano nuovi poli logistici, centri commerciali o ampliamenti industriali, come a Bollate e Vigevano, e dove la saturazione urbana si accompagna a data center e infrastrutture come a Vellezzo Bellini, Sorisole, Cividate, Corte Franca, Soncino, Rivolta e Viadana. Nei centri turistici e sportivi si evidenzia un consumo mirato a residenze o strutture sportive, come a Madesimo, Laveno-Mombello, Talamona, Guanzate e Casnate, mentre il resto delle trasformazioni riguarda artigianato, cantieri e nuove viabilità.

Se da un lato Comuni come Lecco emergono come esempi virtuosi con consumo quasi nullo, dall’altro molti Comuni al voto mostrano un consumo significativo, spesso determinato da grandi opere di interesse nazionale o regionale, che pur non essendo direttamente imputabili all’amministrazione locale, hanno comunque un impatto rilevante sull’ambiente.

Alla vigilia delle elezioni, Legambiente sottolinea che il consumo di suolo rappresenta un banco di prova per i candidati e le future amministrazioni: l’adozione di strategie di rigenerazione urbana, valorizzazione di tessuti dismessi e limitazione delle nuove espansioni può ridurre l’impatto ambientale, conciliare sviluppo e sostenibilità e garantire sicurezza idrogeologica, resilienza e qualità della vita.

«Consumare meno suolo non è una scelta nostalgica, ma una strategia di buon governo» sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. «È possibile attuarla puntando alla rivitalizzazione di tessuti insediativi sottoutilizzati o dismessi, arginando le operazioni di natura speculativa, come quelle per la realizzazione di grandi edifici per la logistica o data center in mezzo alle campagne. Salvare suolo è in ogni caso il migliore investimento per il futuro di paesi, città e territori della Lombardia».

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di maggio

Redazione
info@legnanonews.com
Noi della redazione di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi in modo puntuale.
Pubblicato il 19 Maggio 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore