Revamping del termovalorizzatore di Busto Arsizio, il cantiere entra nel vivo: lavori fino a novembre
Durante l'incontro di presentazione del bilancio AMGA, i vertici della società hanno fatto il punto sull'intervento di ammodernamento. Critico l'ex consigliere Brumana: "L'inceneritore continuerà a mettere a rischio la salute dei cittadini"
Prosegue secondo il cronoprogramma il revamping del termovalorizzatore Neutalia di Borsano. Durante l’incontro di presentazione del bilancio AMGA, i vertici della società hanno fatto il punto sull’intervento di ammodernamento dell’impianto, confermando che i lavori sono entrati nella fase operativa e accompagneranno l’attività fino ai primi giorni di novembre.
«Il revamping è in itinere – hanno spiegato –. Sta proseguendo il cantiere relativo all’installazione della nuova turbina ed è partito l’intervento che interesserà tutto il ciclo termico dell’impianto».
I lavori procederanno per fasi e comporteranno la fermata alternata delle due linee dell’impianto. Tra settembre e novembre è inoltre prevista una fermata completa di circa 70 giorni, necessaria per eseguire gli interventi che non consentono il funzionamento nemmeno di una sola linea. «Il cantiere sta proseguendo come previsto e sta rispettando il cronoprogramma che ci aspettavamo».
Durante il periodo di stop, i rifiuti saranno conferiti agli altri termovalorizzatori lombardi grazie agli accordi di mutuo soccorso esistenti tra gli impianti regionali.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del monitoraggio ambientale realizzato con le arnie installate da Neutalia. La società ha ribadito che il progetto nasce come strumento complementare alle centraline di rilevamento: le api, entrando in contatto con il territorio, consentono di ottenere un quadro più ampio della qualità dell’ambiente, pur senza permettere di attribuire eventuali contaminanti a una singola fonte emissiva.
Brumana: “Il revamping non basta, va applicato il principio di precauzione”
L’avanzamento dei lavori non modifica però la posizione di Franco Brumana, ex consigliere comunale di Legnano, da anni tra i principali oppositori dell’inceneritore di Borsano.
L’ex consigliere torna a citare i risultati dell’indagine epidemiologica realizzata da ATS Città Metropolitana e ATS Insubria e sostiene che «pur in assenza della dimostrazione delle causalità individuali, si deve ritenere accertata una causalità collettiva» tra le emissioni dell’impianto e gli eccessi di mortalità e di ricoveri registrati nell’area maggiormente esposta.
Per l’ex consigliere comunale, «non è rilevante che sia stato previsto un ammodernamento dell’impianto, che dovrebbe ridurre le emissioni di diossina e di altri elementi tossici», perché «l’inceneritore continuerà a mettere a rischio la salute dei cittadini».
Brumana richiama quindi il principio di precauzione, previsto dalla normativa europea e nazionale, sostenendo che «il diritto alla salute deve essere tutelato in via prioritaria rispetto agli interessi economici» e conclude chiedendo «un ripensamento e la necessità di spegnere definitivamente l’inceneritore». Il post che ha messo su facebook con i risultati dell’indagine ha superato le 130mila visualizzazioni.
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