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“Noi siamo i tempi”: da Sant’Agostino a don Giussani, a Legnano la presentazione del Meeting di Rimini

Ospite all'incontro voluto dall'Associazione Alcide De Gasperi per presentare a Legnano la 47ª edizione del Meeting per l'Amicizia fra i Popoli nasce di Rimini (21-26 agosto) il presidente della Fondazione Meeting Bernhard Scholz

Presentato a Legnano il Meeting di Rimini con Scholz

«Noi siamo i tempi». Partendo dal pensiero di Sant’Agostino, più volte citato da Don Giussani fondatore di Comunione e Liberazione, il sindaco di Legnano Lorenzo Radice ha avviato l’incontro voluto dall’associazione Alcide De Gasperi per presentare a Legnano il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini (21-26 agosto). Ospite della serata di venerdì 10 luglio, nel giardino dedicato a don Giussani in via Abruzzi, il presidente della Fondazione Meeting Bernhard Scholz che ha per l’appunto parlato della 47esima edizione caratterizzata dal verso dantesco “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Edizione speciale che vedrà, sabato 22 agosto, la visita di Papa Leone XIV: presenza pontificia che arriva a distanza di oltre quarant’anni da quella di San Giovanni Paolo II nel 1982.

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Alla presenza di numerosi legnanesi il primo cittadino di Legnano ha esordito: «C’è una frase di Sant’Agostino, che non citerò alla lettera ma che vorrei parafrasare: “Se volete cambiare i tempi, dovete partire da voi stessi. Cercate prima di tutto la pace dentro di voi e tra di voi”. Credo sia un messaggio importante, soprattutto per chi lavora ogni giorno per promuovere l’amicizia tra i popoli». Un invito, quello del sindaco, a “disarmare le parole e le relazioni”, partendo dalle comunità locali fino ai grandi scenari internazionali segnati da guerre e crisi. «Riuscire a costruire percorsi nei quali impariamo a cambiare i tempi partendo da noi stessi è una sfida fondamentale». Proprio a partire dalla citazione agostinana fatta del primo cittadino, Scholz ha avviato il suo intervento: «Ringrazio il sindaco perché riprenderò proprio quella citazione di Sant’Agostino: “Noi siamo i tempi”. Non possiamo sottrarci alla nostra responsabilità».

Presentato a Legnano il Meeting di Rimini con Scholz

“La fede nasce da un incontro”

Il percorso del Meeting di Rimini ha avuto inizio nel 1980 per volontà di un gruppo di persone Comunione e Liberazione, fortemente ispirati dal pensiero di Don Giussani convinto che la fede «nasce da un incontro». Si tratta di un evento culturale che tutt’oggi riunisce personalità del mondo della politica, della cultura, della scienza, della fede e dell’economia per promuovere il dialogo e il confronto sui grandi temi dell’attualità. Ed è in questo contesto che il presidente della Fondazione Meeting ha illustrato il significato della 47ª edizione: «Le ragioni per cui lo organizziamo sono molte, ma una è proprio questa: rendere presenti le esperienze di persone provenienti da tutto il mondo che, pur vivendo situazioni molto difficili e persino violente, continuano a testimoniare la speranza.

Abbiamo scelto questo titolo, ispirandoci a Dante, proprio per prendere coscienza dell’aumento della conflittualità, sia a livello geopolitico sia all’interno delle nostre società e comunità, dove assistiamo a una crescente polarizzazione. Ho sentito parlare di tante iniziative per contrastare questo fenomeno e non posso che esserne felice. Tuttavia, resta il fatto che le posizioni si radicalizzano sempre di più e che troppo spesso si dialoga soltanto per ottenere maggiore audience, anziché per cercare ciò che è più giusto e più vero». Sulla speciale la visita di Papa Leone XIV Scholz ha commentato: «Sperimentiamo una grande gioia già nell’attesa di accogliere e ascoltare il Santo Padre. Fin dall’inizio del suo pontificato ci invita a costruire luoghi di amore, pace e riconciliazione: la sua visita ci rende ancora più consapevoli e responsabili di ciò che il Meeting rappresenta come luogo di incontro e di sincero dialogo».

Tra i protagonisti del Meeting ci saranno anche testimonianze provenienti da Paesi segnati da conflitti e persecuzioni. L’obiettivo è quello di mostrare come, anche nelle situazioni più drammatiche, possano nascere esperienze di speranza, riconciliazione e accoglienza. «Avremo testimoni dal Libano, dalla Nigeria, dove è in corso una persecuzione dei cristiani di un’atrocità inimmaginabile, ma anche dall’Ucraina, dall’Asia e da molti altri Paesi – spiega Scholz -. Vedremo persone che avrebbero tutte le ragioni per cedere all’odio e alla rassegnazione e che invece costruiscono luoghi di accoglienza e di riconciliazione. Questo ci dice che l’uomo vive le proprie condizioni. Don Giussani ha sempre affermato che le condizioni sono una parte essenziale della nostra vocazione. Queste persone vivono ciò che accade come una chiamata a dare tutto ciò che possono. Ma questo è possibile solo accogliendo quell’amore che rende capaci di fare ciò che, da soli, sarebbe al di là delle nostre forze. Eppure è possibile».

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 10 Luglio 2026
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