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La LIUC di Castellanza guarda a futuro e AI: “L’università formi il pensiero critico”

Le nuove opportunità professionali legate alla gestione e a un utilizzo consapevole dell'Intelligenza Artificiale al centro della cerimonia di apertura dell’anno accademico 2025-2026

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Il futuro della formazione, la formazione del futuro. Con questo messaggio la LIUC – Università Cattaneo di Castellanza ha inaugurato l’anno accademico 2025-2026, aprendo un confronto ampio e articolato tra accademia, istituzioni e mondo del lavoro su alcune delle sfide più decisive per i giovani e per il Paese.

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Trattenere i talenti

Al centro della cerimonia, un tema quanto mai attuale: trattenere e valorizzare i talenti, contrastando la cosiddetta fuga dei cervelli. A sottolinearne l’urgenza è stato il presidente dell’Ateneo, Riccardo Comerio, che ha definito i giovani «un bene prezioso che stiamo perdendo». I numeri parlano chiaro: oltre il 42,1% dei laureati lascia il territorio d’origine per trasferirsi all’estero.
Secondo Comerio, il messaggio è netto: le università devono sapersi adattare ai giovani, offrendo percorsi formativi capaci di motivarli a restare e a costruire il proprio futuro in Italia. Un futuro che, ha ricordato il presidente, può avere senso solo se si restituisce ai giovani la capacità di pensare in modo critico, di essere esigenti con se stessi e con gli altri e, soprattutto, di non rassegnarsi mai.
Un filo conduttore ripreso anche dall’intervento dell’assessore regionale all’Università Alessandro Fermi, che ha evidenziato l’importanza della sfida educativa e il ruolo centrale del PNRR nel garantire il diritto allo studio, attraverso l’ampliamento delle borse di studio e la copertura dei costi universitari. Fermi ha però lanciato un monito: alla fine del PNRR, mantenere queste misure non sarà semplice. L’impegno condiviso si traduce nella costruzione di un modello formativo integrato, capace di unire competenze, territorio e futuro del lavoro: vero cuore della cerimonia.

Lo sguardo si è poi allargato ai grandi temi dell’attualità, primo fra tutti l’intelligenza artificiale. A offrire una riflessione approfondita è stato Stefano Paleari, rettore dell’Università di Bergamo e consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca. Paleari ha evidenziato come circa il 20% degli studenti universitari provenga oggi da università telematiche, realtà che, pur offrendo flessibilità, rischiano di limitare la relazione diretta tra studenti e docenti, elemento fondamentale per affrontare il nuovo mondo del lavoro.
L’AI, ha spiegato Paleari, non va temuta ma compresa e “istruita”: uno strumento potente che richiede la capacità di porre domande di qualità e di valutare la coerenza delle risposte. Proprio questa complessità, ha sottolineato, genererà nuove opportunità professionali legate alla sua gestione e al suo utilizzo consapevole.
Sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel mercato del lavoro è intervenuto anche Massimo Giordano, Managing Partner per l’Europa di McKinsey Company, evidenziando come l’AI sia già oggi particolarmente diffusa nei settori economici e gestionali e stia dando vita a nuove professioni.

Le nuove competenze trasversali

Secondo un’analisi condotta a livello globale, Giordano ha individuato quattro competenze trasversali fondamentali.
La prima è la capacità di leggere la complessità, interpretando dati e informazioni anche nei contesti più critici.
La seconda è la familiarità con l’intelligenza artificiale: non serve essere sviluppatori, ma è essenziale conoscerne potenzialità e limiti. La terza riguarda l’intelligenza emotiva, ovvero la capacità di lavorare in squadra, costruire alleanze e contribuire a un giudizio collettivo. Infine, la diversità, intesa in senso ampio: di genere, culturale e soprattutto sociale. «È fondamentale – ha spiegato – aiutare ragazze e ragazzi più fragili ad accedere all’università e a nuove competenze
professionali».

 

A portare lo sguardo degli studenti è stato Emanuele Gallivanone, rappresentante degli studenti in consiglio di amministrazione. Un ruolo, il suo, che «non consiste soltanto nel dare voce a esigenze o bisogni – ha affermato – ma nel contribuire, insieme all’Ateneo, alla costruzione di una visione condivisa». Gallivanone ha poi ribadito l’identità della LIUC come ponte tra mondi diversi, capace di affrontare il cambiamento senza timore: «La formazione del futuro non può limitarsi alla trasmissione di contenuti, ma deve educare al metodo, al pensiero e alla capacità di scegliere», richiamando la necessità di mettere gli studenti nelle condizioni di essere parte attiva del proprio percorso.

Nuovi corsi di laurea

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La cerimonia si è conclusa con i saluti della rettrice della LIUC di Castellanza, Anna Gervasoni, che ha augurato un buon anno accademico a studenti e docenti, ricordando i nuovi progetti legati all’internazionalizzazione e le novità accademiche. Tra questi, l’attivazione di nuovi corsi di laurea in ambito economico, come Management della Musica ed Entertainment e Turismo e Hospitality, ma anche la nascita di percorsi che riprendono la storica tradizione della LIUC, sempre nell’area economica, tra cui la laurea magistrale in Human Resources e Digital Management, ambiti sempre più interconnessi. Per il settore dell’ingegneria sarà attivata la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale – Supply Chain, dedicata a studenti lavoratori. La rettrice ha inoltre annunciato con particolare entusiasmo la nascita del primo e unico corso magistrale a doppio titolo in Economia e Ingegneria, che prevede due tirocini formativi. «La LIUC è matura per festeggiare, il prossimo 14 ottobre, i suoi 35 anni – ha concluso Gervasoni –. L’anniversario sarà accompagnato dalla pubblicazione del volume Forti radici, simbolo di un passato solido e di uno sguardo sempre più orientato al futuro».

Alla LIUC di Castellanza il primo e unico doppio titolo in Italia in Economia e Ingegneria

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Pubblicato il 02 Febbraio 2026
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