Un murales come simbolo di incontro, crescita e collaborazione tra generazioni. È stato inaugurato ufficialmente alla scuola dell’infanzia del SS Redentore di Legnano il grande lavoro artistico realizzato dagli studenti del liceo artistico dell’Istituto Carlo Dell’Acqua nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro.
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Il murales degli studenti del Dell'Acqua colora la materna del Redentore a Legnano4 di 9
L’opera, imponente nelle dimensioni – 22 metri di larghezza per 2 metri di altezza – ha trasformato uno spazio della scuola materna in un’esplosione di colori, immagini ed energia creativa.
«Questo murales non è solo un lavoro creativo, ma un lavoro di progettazione: un bel ponte tra due generazioni», ha detto la referente della materna nel corso della cerimonia. Un progetto che ha visto i più piccoli osservare da vicino l’impegno e la dedizione dei ragazzi più grandi, creando un dialogo spontaneo fatto di curiosità, esempio e condivisione.
Parole cariche di affetto sono arrivate anche da don Stefano, che ha voluto ringraziare gli studenti con un messaggio speciale: «Se stai con i giovani rimani giovane: voi assicurate che i muri non invecchiano». E ancora: «Grazie di cuore perché ogni volta che lo guarderemo ci ricorderemo di fare parte di qualcosa di grande».
A raccontare il lavoro svolto è stato anche Gaetano Drago, docente del liceo artistico che ha seguito il progetto artistico insieme ai ragazzi. «Gli studenti hanno saputo captare le frequenze dei bisogni della scuola, le energie di un luogo fatto di bellezza e leggerezza», ha spiegato. Un lavoro impegnativo non solo dal punto di vista creativo, ma anche tecnico: «C’è stata una prima fase di pulizia e preparazione del muro, poi tanta tecnica pittorica. I ragazzi sono stati bravissimi e alla fine hanno realizzato qualcosa di davvero bello».
Drago ha sottolineato anche il valore formativo dell’esperienza: «Loro sono grafici e devono essere capaci di guardare il mondo e comunicarlo. È esattamente quello che hanno fatto, riuscendoci pienamente». E il ringraziamento finale è andato all’asilo Redentore per l’accoglienza ricevuta: «Il vero traguardo raggiunto è stato soprattutto umano».
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