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Ex Manifattura di Legnano, la Soprintendenza boccia le torri: il progetto residenziale sarà rivisto

I grattacieli sono considerati estranei al contesto. Parere favorevole condizionato invece per il recupero degli edifici storici. Il Comune "Avanti con basi più solide". Duri i commenti di Brumana, Toia e Almici

Il progetto per la riqualificazione della ex Manifattura di Legnano

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano ha espresso parere negativo su una parte importante del progetto di trasformazione dell’ex Manifattura di Legnano: i nuovi edifici residenziali a torre previsti nell’area B del comparto.

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In un documento inviato al Comune, la Soprintendenza esprime infatti “parere favorevole condizionato” per il recupero di numerosi edifici storici del complesso industriale, ma formula invece un “parere contrario” rispetto ai nuovi volumi residenziali (tre edifici tra i 10 e i 18 piani con un’altezza variabile da 35 a 65 metri) previsti nella zona dove saranno abbattuti i capannoni costruiti negli anni ’60 lungo via Banfi.  Una bocciatura che non blocca l’intero piano ma che impone una serie di modifiche al progetto residenziale, che sarà rivisto nel proseguo dell’iter.

“Le tre torri, elementi estranei al contesto”

Nel mirino finiscono soprattutto le tre torri previste dal piano attuativo, considerate incompatibili con il contesto storico e monumentale della Manifattura e dell’area circostante. Secondo la Soprintendenza, i nuovi edifici “si impongono con un linguaggio architettonico improprio” e risultano “elementi totalmente estranei al contesto”.

L’ente ministeriale chiede inoltre un significativo ridimensionamento delle volumetrie, maggiore sobrietà architettonica e una revisione complessiva del rapporto tra nuove costruzioni e edifici tutelati.

Tra le prescrizioni contenute nel parere vi sono anche indicazioni relative alla tutela archeologica dell’area, definita ad “alto potenziale archeologico”, con la richiesta di saggi preventivi prima dell’avvio dei lavori.

Il Comune: “Progetto prosegue”

Il Comune con una nota diffusa da Palazzo Malinverni fa sapere che l’iter della Conferenza di Servizi istruttoria si è chiuso oggi, 15 maggio, e che i vari enti coinvolti a vario titolo nel progetto di trasformazione dell’area ex Manifattura sono stati chiamati a esprimere un primo parere in merito all’ipotesi progettuale presentata al Comune dalla proprietà. Tra questi anche la Sovrintendenza.

Un passaggio «obbligatorio e necessario, come da normativa», con finalità preparatorie e di facilitazione del coordinamento tra enti per raccogliere pareri e arrivare ad affinare la progettazione definitiva che sarà oggetto di approvazione.

L’amministrazione evidenzia inoltre che «i pareri della decina fra enti e uffici coinvolti sono stati in larga misura favorevoli» e che «da questo primo giro di pareri è emersa una sostanziale condivisione delle proposte della proprietà sulla riqualificazione delle aree e degli immobili». Nel merito del progetto, il Comune sottolinea che la Soprintendenza ha espresso parere favorevole sulla conservazione della ciminiera, sulla ristrutturazione dell’ex teatrino e della cappella, oltre che sulla riqualificazione degli edifici prospicienti via Lega e della piazza retrostante.

«Sono state altresì acquisite indicazioni importanti per meglio sviluppare la progettazione delle aree verdi e dei parcheggi nell’area seminterrata dell’opificio», prosegue il comunicato, spiegando che per le aree verdi è stata richiesta una migliore integrazione «in un contesto urbano più percorribile e coerente con la nuova piazza», mentre per i parcheggi è stata indicata la necessità di lasciare libere ai pedoni alcune campate. 

Palazzo Cambiaghi

Il Comune riferisce inoltre che «sono state fornite indicazioni utili a collocare meglio nei diversi edifici la funzione ricettiva attualmente prevista negli spazi nel Palazzo Cambiaghi». Palazzo che non avrà più questa destinazione. La Soprintendenza chieste di spostare l’eventuale funzione alberghiera nel Convitto (edificio 5) oppure nell’ex teatrino.

“Maggiore equilibrio tra nuovo e antico”

Sull’attuale proposta residenziale della proprietà, il cui parere della Sovrintendenza è stato negativo, la richiesta è quella di utilizzare un linguaggio architettonico più in linea con il contesto, uniformandosi di più allo stile della fabbrica storica e ricercando un maggior equilibrio fra le parti nuove e antiche”, precisa ancora Palazzo Malinverni.

Secondo l’amministrazione, questa indicazione «risulta estremamente importante per focalizzare il lavoro dei progettisti che già settimana prossima incontreranno la Soprintendenza per sviluppare ulteriori soluzioni planivolumetriche, come richiesto dalla stessa, e pervenire a quella definitiva».

Il Comune aggiunge infine che «i pareri acquisiti permettono da oggi di avere un quadro indirizzato su temi decisivi come viabilità e futura destinazione degli spazi dell’opificio», ricordando che nell’area saranno ceduti 4mila metri quadrati al Comune (è in quest’area che è stata individuato lo spazio per inserire una sede distaccata dell’Università Statale con cui è stato firmato un protocollo d’intesa ndr) e che la Soprintendenza ha chiesto di mantenere libere le torrette angolari «da destinare eventualmente a fini espositivi».

Il percorso quindi procede ma sarà rivisto: «Alla luce delle risultanze di questa prima fase istruttoria dell’iter progettuale, il percorso può ora proseguire da una solida e meglio definita base di indicazioni che risultano essenziali per il lavoro di affinamento del progetto», conclude la nota dell’amministrazione comunale. «I progettisti sono già al lavoro per modificare la prima proposta e renderla più coerente con il contesto storico della Manifattura», dichiara il sindaco Radice sui social.

Brumana: “Piano tenuto nascosto ai cittadini”

Durissimo il commento dell’avvocato Franco Brumana, che accusa l’amministrazione Radice di avere gestito la vicenda “con una raffinata strategia comunicativa” finalizzata, a suo dire, a minimizzare l’impatto del progetto.

«Di nascosto la giunta Radice il 7 novembre 2025 ha indetto la conferenza di servizi per l’approvazione del piano attuativo della Manifattura – afferma Brumana –. Come gli è consueto ha predisposto una raffinata strategia comunicativa per evitare l’impatto negativo dello scempio culturale ed urbanistico in preparazione».

Secondo Brumana, il Comune avrebbe prima alimentato aspettative sull’arrivo della facoltà di Medicina in città e successivamente presentato soltanto rendering e immagini suggestive del progetto, senza rendere disponibile il piano attuativo completo. L’ex consigliere comunale parla apertamente di “speculazione edilizia” riferendosi ai tre grattacieli previsti dal piano e sostiene che il parere della Soprintendenza rappresenti “la bocciatura” della parte più impattante del progetto e quindi di tutto il piano attuativo. Brumana conclude chiedendo al sindaco Lorenzo Radice di rendere pubblico integralmente il piano attuativo ed evitare “un’approvazione in extremis con delibera di giunta”.

Almici: “Preoccupazione”

Stupore, indignazione e preoccupazione. Così Franco Almici commenta il parere della Soprintendenza sul progetto di riqualificazione della Manifattura Legnanese.

Secondo Almici, le prescrizioni su altezze dei grattacieli, parcheggi e spazi destinati al Comune rappresentano una “netta stroncatura” del piano sostenuto dall’amministrazione Radice e da Officine Mak.

L’esponente politico critica inoltre la mancata condivisione del progetto con i consiglieri comunali e parla di “fallimento amministrativo conclamato”. Dubbi anche sulla sostenibilità economica dell’operazione e sul coinvolgimento dell’Università Statale, definito una “passerella elettorale”.

Almici ringrazia infine il consigliere Franco Brumana per avere portato alla luce il documento della Soprintendenza.

Toia “Edilizia paralizzata”

Carolina Toia chiede trasparenza sulla vicenda Manifattura dopo il parere negativo della Soprintendenza. Secondo la consigliera, il progetto è stato tenuto troppo a lungo lontano dal confronto pubblico.

Toia invita il sindaco Radice a rendere pubblici tutti gli atti del piano attuativo e ad aprire un confronto con la città.

Nel comunicato l’esponente del centrodestra sottolinea anche le conseguenze economiche dello stop, con cantieri fermi e ripercussioni su imprese, artigiani e lavoratori dell’edilizia.

Secondo Toia, inoltre, il settore edilizio legnanese sarebbe bloccato dall’assenza di norme chiare e definitive nel nuovo Pgt, con poche nuove costruzioni e prezzi delle case in aumento.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 15 Maggio 2026
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