Ex Manifattura di Legnano, la Soprintendenza boccia le torri: il progetto residenziale sarà rivisto
I grattacieli sono considerati fuori contesto. Parere favorevole condizionato invece per il recupero degli edifici storici. Il Comune "Avanti con basi più solide". Duro il commento di Bumana
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano ha espresso parere negativo su una parte importante del progetto di trasformazione dell’ex Manifattura di Legnano: i nuovi edifici residenziali a torre (grattacieli) previsti nell’area B del comparto.
In un documento inviato al Comune, la Soprintendenza esprime infatti “parere favorevole condizionato” per il recupero di numerosi edifici storici del complesso industriale, ma formula invece un “parere contrario” rispetto ai nuovi volumi residenziali previsti nella zona di rispetto monumentale. Una bocciatura che non blocca l’intero progetto ma che impone una serie di modifiche al progetto residenziale, che sarà rivisto nel proseguo dell’iter progettuale.
“Le tre torri, elementi estranei al progetto”
Nel mirino finiscono soprattutto le tre torri previste dal piano attuativo, considerate incompatibili con il contesto storico e monumentale della Manifattura e dell’area circostante. Secondo la Soprintendenza, i nuovi edifici “si impongono con un linguaggio architettonico improprio” e risultano “elementi totalmente estranei al contesto”.
L’ente ministeriale chiede inoltre un significativo ridimensionamento delle volumetrie, maggiore sobrietà architettonica e una revisione complessiva del rapporto tra nuove costruzioni e edifici tutelati.
Tra le prescrizioni contenute nel parere vi sono anche indicazioni relative alla tutela archeologica dell’area, definita ad “alto potenziale archeologico”, con la richiesta di saggi preventivi prima dell’avvio dei lavori.
Il Comune: “Progetto prosegue”
Il Comune nella nota diffusa da Palazzo Malinverni fa sapere che l’iter della Conferenza di Servizi istruttoria si è chiuso oggi e che i vari enti coinvolti a vario titolo nel progetto di trasformazione dell’area ex Manifattura sono stati chiamati a esprimere un primo parere in merito all’ipotesi progettuale presentata al Comune dalla proprietà. Tra questi anche la Sovrintendenza.
Un passaggio obbligatorio e necessario, come da normativa, con finalità preparatorie e di facilitazione del coordinamento tra enti per raccogliere pareri e arrivare ad affinare la progettazione definitiva che sarà oggetto di approvazione.
L’amministrazione evidenzia inoltre che «i pareri della decina fra enti e uffici coinvolti sono stati in larga misura favorevoli» e che «da questo primo giro di pareri è emersa una sostanziale condivisione delle proposte della proprietà sulla riqualificazione delle aree e degli immobili». Nel merito del progetto, il Comune sottolinea che la Soprintendenza ha espresso parere favorevole sulla conservazione della ciminiera, sulla ristrutturazione dell’ex teatrino e della cappella, oltre che sulla riqualificazione degli edifici prospicienti via Lega e della piazza retrostante.
«Sono state altresì acquisite indicazioni importanti per meglio sviluppare la progettazione delle aree verdi e dei parcheggi nell’area seminterrata dell’opificio», prosegue il comunicato, spiegando che per le aree verdi è stata richiesta una migliore integrazione «in un contesto urbano più percorribile e coerente con la nuova piazza», mentre per i parcheggi è stata indicata la necessità di lasciare libere ai pedoni alcune campate.
Il Comune riferisce inoltre che «sono state fornite indicazioni utili a collocare meglio nei diversi edifici la funzione ricettiva attualmente prevista negli spazi nel Palazzo Cambiaghi». Palazzo che non avrà più questa destinazione.
Sull’attuale proposta residenziale della proprietà, il cui parere della Sovrintendenza è stato negativo, la richiesta è quella di utilizzare un linguaggio architettonico più in linea con il contesto, uniformandosi di più allo stile della fabbrica storica e ricercando un maggior equilibrio fra le parti nuove e antiche”, precisa ancora Palazzo Malinverni.
Secondo l’amministrazione, questa indicazione «risulta estremamente importante per focalizzare il lavoro dei progettisti che già settimana prossima incontreranno la Soprintendenza per sviluppare ulteriori soluzioni planivolumetriche, come richiesto dalla stessa, e pervenire a quella definitiva».
Il Comune aggiunge infine che «i pareri acquisiti permettono da oggi di avere un quadro indirizzato su temi decisivi come viabilità e futura destinazione degli spazi dell’opificio», ricordando che nell’area saranno ceduti 4mila metri quadrati al Comune e che la Soprintendenza ha chiesto di mantenere libere le torrette angolari «da destinare eventualmente a fini espositivi».
Il percorso quindi procede ma sarà rivisto: «Alla luce delle risultanze di questa prima fase istruttoria dell’iter progettuale, il percorso può ora proseguire da una solida e meglio definita base di indicazioni che risultano essenziali per il lavoro di affinamento del progetto», conclude la nota dell’amministrazione comunale.
Brumana: “Piano tenuto nascosto ai cittadini”
Durissimo il commento dell’avvocato Franco Brumana, che accusa l’amministrazione Radice di avere gestito la vicenda “con una raffinata strategia comunicativa” finalizzata, a suo dire, a minimizzare l’impatto del progetto.
«Di nascosto la giunta Radice il 7 novembre 2025 ha indetto la conferenza di servizi per l’approvazione del piano attuativo della Manifattura – afferma Brumana –. Come gli è consueto ha predisposto una raffinata strategia comunicativa per evitare l’impatto negativo dello scempio culturale ed urbanistico in preparazione».
Secondo Brumana, il Comune avrebbe prima alimentato aspettative sull’arrivo della facoltà di Medicina in città e successivamente presentato soltanto rendering e immagini suggestive del progetto, senza rendere disponibile il piano attuativo completo. L’ex consigliere comunale parla apertamente di “speculazione edilizia” riferendosi ai tre grattacieli previsti dal piano e sostiene che il parere della Soprintendenza rappresenti “la bocciatura” della parte più impattante del progetto e quindi di tutto il piano attuativo. Brumana conclude chiedendo al sindaco Lorenzo Radice di rendere pubblico integralmente il piano attuativo ed evitare “un’approvazione in extremis con delibera di giunta”.











Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.