La sala consiliare di Palazzo Malinverni a Legnano sarà intitolata a Giacomo Matteotti
La cerimonia di intitolazione a Matteotti è in programma per martedì 11 marzo, quando verrà scoperta una targa affissa fuori dalla sala
La sala consiliare di Palazzo Malinverni a Legnano sarà intitolata a Giacomo Matteotti. La cerimonia di intitolazione è in programma per martedì 11 marzo, seconda serata della due giorni di consiglio comunale iniziata martedì 3, quando verrà scoperta una targa affissa fuori dalla sala; nella stessa giornata prenderà il via anche una mostra dedicata all’ex segretario del Partito Socialista Unitario, allestita in Sala degli Stemmi in municipio.
Nato nel 1885 a Fratta Polesine, in Veneto, Matteotti nel dopoguerra è stato consigliere provinciale a Rovigo e dirigente della Lega dei comuni socialisti. Eletto deputato nel 1919, nel 1921 e nel 1924, dagli scranni della Camera ha sostenuto la riforma agraria e la politica antiprotezionistica. Antifascista convinto, dopo l’espulsione dei riformisti dal PSI e la nascita del Partito Socialista Unitario ne è stato eletto segretario nel 1922.
Il 30 maggio 1924, alla riapertura della Camera, Matteotti ha tenuto il discorso che lo ha consegnato alla storia per denunciare violenze e brogli elettorali dei fascisti. Discorso che gli è costato la vita: il 10 giugno successivo, infatti, il politico è stato rapito da sicari fascisti e il suo cadavere è stato ritrovato due mesi dopo. Al suo rapimento è seguita la cosiddetta secessione dell’Aventino, una protesta morale delle opposizioni parlamentari che abbandonarono la Camera, a seguito della quale il 3 gennaio dell’anno successivo pronunciò il discorso con cui Mussolini si assunse la «responsabilità politica, morale e storica» del delitto.
L’intitolazione è stata preannunciata dal sindaco Lorenzo Radice nelle dichiarazioni di apertura della seduta consiliare di martedì 3 marzo, durante le quali è stata anche ricordata dai banchi di Insieme per Legnano Lella Roveda, venuta a mancare a metà gennaio. Spazio anche alle critiche dell’opposizione per i mesi trascorsi senza convocazioni del parlamentino e per il progetto per la riqualificazione della ex Manifattura, all’imminente referendum sulla giustizia – con posizioni diametralmente opposte tra maggioranza e opposizione -, alla situazione geopolitica, aggravata dalla guerra in Iran, alla lotta alla criminalità organizzata e all’aggressione al segretario generale della FILT-CGIL Ticino Olona.






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.