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La ricetta della felicità: Matxin Joxean Fernández, un esempio da seguire

Generico 23 Mar 2026

Il sorriso di Matxin Joxean Fernández, un influente dirigente sportivo spagnolo, attuale team manager della squadra ciclistica UAE Team Emirates XRG, racconta la sua storia tanto quanto lo fanno le sue parole. «Sono piò o meno trent’anni che lavoro in questo ambiente. Il ciclismo è la mia passione e sono orgoglioso di avere la possibilità di portare la mia esperienza in questo settore», racconta Matxin, in occasione della 117ª edizione della Milano-Sanremo, una delle più prestigiose e longeve corse ciclistiche in linea su strada di un giorno. Forte e determinato, il direttore sportivo, ha contribuito a rendere la UAE Team Emirates XRG il grande colosso sportivo che è oggi. Capace di individuare grandi talenti e giovani promesse dello sport, Matxin Joxean Fernández, è attualmente il punto di riferimento di piccoli atleti ed esperti veterani del ciclismo, tra cui il mitico campione del mondo Tadej Pogačar. «Avere una passione è fondamentale. Per che cosa? Beh, per trasformare il proprio lavoro in un autentico hobby!», prosegue il direttore sportivo. «È sempre una vera emozione vedere gli stessi ragazzini che da piccoli mi chiedevano di fare le foto con loro, diventare, un giorno, grandi campioni… e ancora più strabilianti sono le altezze che raggiungono!».

Matxin Joxean Fernández non è solo un semplice direttore sportivo. Matxin Joxean Fernández non è soltanto una colonna portante della squadra di ciclismo più forte al mondo o, una certezza per nomi come Tadej Pogačar, Isaac del Toro e Jan Christen. Matxin Joxean Fernández, è innanzitutto un uomo che sorride, sempre e ama il suo lavoro perché costruito attorno a una grande passione: il ciclismo. Il suo sorriso, autentico e puro, testimonia la sua incredibile felicità e regala speranza a chi ha paura di sognare, desiderare e osare.

Il potere di un sorriso

Un sorriso è come una parola, urlata o sussurrata. Un sorriso può esternare assoluta gioia, incredibile vitalità e inestimabile voglia di vivere. Oppure, può nascondere pensieri cupi, finzione e profonda tristezza. E, per quanto spiacevole possa essere, la società del ventunesimo secolo si ripara dietro a inutili falsi sorrisi, determinati semplicemente dalla stanchezza e dall’inerzia che, ormai, contraddistingue troppi uomini e donne. Le statistiche raccontano una storia decisamente allarmante: circa il 46% della popolazione italiana si dichiara insoddisfatta della propria vita. Questo significa che quasi una persona su due, ogni mattina, si sveglia affranta e tutt’altro che determinata ad affrontare la giornata con leggerezza e spensieratezza. Quasi una persona su due, si reca in un posto di lavoro che non le appartiene e di cui farebbe volentieri a meno. Quasi una persona su due, al termine della giornata, rincasa, e si spoglia della maschera che, per tutto il giorno, ha dovuto indossare, ingannando colleghi e amici.

La felicità è ormai ignorata, e anzi, scambiata per mera accettazione della propria vita. Fondamentali, per affrontare a testa alta una società sempre più pretenziosa ed esclusiva, sono il successo e il lusso. Sentimenti onesti, puri e francamente indispensabili, come la serenità, la gioia e la spensieratezza, non rientrano nei requisiti che rendono una persona, un uomo vigoroso e una donna strepitosa. Perché i modelli a cui ispirarsi sono coloro che ogni giorno, con metodo e precisione, conducono la stessa vita, rinchiusi in un labirinto di disperazione, celata da alti stipendi e cene di lavoro prestigiose.

Oramai, l’umanità si concede, a malincuore, solo sporadici e brevi momenti di autentica felicità. Sono queste, le occasioni in cui un uomo arreso alle circostanze della vita vive davvero, smettendo per un solo e velocissimo attimo, di sopravvivere e basta. Sono proprio queste le occasioni in cui sorridere non è un obbligo o una formalità dovuta, ma un gesto spontaneo e reale. Eppure, sorridere, non può e non deve essere un grande sforzo o una semplice dimostrazione di educazione. Un sorriso deve esser preceduto da un reale impulso di gioia, veicolato dalla serenità che solo chi vive davvero conosce. E mi riferisco a tutti quegli uomini e tutte quelle donne che, ogni giorno, si svegliano pronti a iniziare una nuova avventura, curiosi di scoprire cos’ha in serbo per loro il destino e costretti a chiudere entrambi gli occhi a fine giornata, nonostante l’adrenalina che li motiva gli impedisce di prendere sonno all’istante. Parlo di tutti quei bambini e di tutte quelle bambine che sono cresciuti animati da un sogno che, accompagnato da sacrifici, sforzi e lunghi silenzi, si è trasformato in realtà. Parlo di chi, nonostante tutto, sogna, desidera, ride, piange e, semplicemente, vive.

Che si tratti di sport, arte, letteratura, canto, ballo o cucina, quello che conta veramente è la capacità innata di ciascun essere umano, di saper coltivare una passione, trasformandola con il tempo in qualcosa di davvero speciale. Come insegnano atleti che ogni giorno si dedicano con costanza a uno sport, artisti che contemplano i loro capolavori per ore, o incredibili direttori sportivi, come Matxin Joxean Fernández, vivere non è un diritto ad appannaggio esclusivo di ricchi uomini e potenti donne. Vivere, con serenità, spensieratezza e autentica felicità, è la ricompensa che spetta a chi è cresciuto con una semplice consapevolezza: i sogni non sono destinati a restare chiusi in un cassetto.

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Pubblicato il 19 Aprile 2026
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