Il Legnano Pride scrive il “suo” manifesto insieme alla città: “Diamo voce alle persone marginalizzate”
Pomeriggio di presentazione del Legnano Pride al Centro Pertini tra stand delle associazioni, spazio per bambini e un talk dedicato ai cinque pilastri della manifestazione
«Se dall’Alpi a Sicilia dovunque è Legnano, allora Legnano deve essere la casa di tuttə». Parte da qui il Legnano Pride, la parata arcobaleno che il prossimo 13 settembre sfilerà per le strade della città del Carroccio con l’obiettivo di «far sentire la voce» anche delle comunità che troppo spesso restano ai margini, dalle persone LGBTQIA+ alle donne, passando per persone con disabilità e migranti.
Il Legnano Pride, nato dalla collaborazione di realtà «molto eterogenee» con la regia di un comitato organizzatore composto dal collettivo Giargiame, dalle associazioni Echo, WowWoman e Wherehouse, dai Giovani Democratici Altomilanese e dal Salice Legnano, è “figlio” «dell’esigenza comune di far sentire tutte quante le nostre voci – spiegano gli organizzatori -. Questo Pride ha come essenza l’intersezionalità: il nostro desiderio è quello di dare voce alle persone marginalizzate in tutti i sensi, quindi non solo per lo stigma dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, ma anche, ad esempio, in quanto persone con disabilità, migranti, donne. Questa città, purtroppo, un anno fa è stata teatro di un femminicidio e anche l’accoglienza di questo evento non è stata proprio delle più inclusive, abbiamo ricevuto un’ondata d’odio: per questo il Pride ora è diventato un’esigenza. Siamo ancora più convinti di quello che stiamo facendo e cercheremo di farlo nel migliore dei modi possibili, coinvolgendo tutti e tutto».

Il percorso verso il Legnano Pride è ancora lungo, e da qui a settembre si svilupperà ancora in diverse tappe. Intanto, però, domenica 7 giugno c’è stato un passaggio fondamentale: un pomeriggio dedicato alla presentazione dell’idea che muove l’iniziativa al Centro Pertini a Mazzafame. A dare forma all’incontro hanno pensato lo spazio espositivo con gli stand dedicati alle associazioni del territorio, uno spazio per bambini in collaborazione con Radice Timbrica Teatro e Artist for Pride e soprattutto un talk con cinque relatori, uno per ogni pilastro della manifestazione: «transfemminismo, comunità LGBT, ecologia e sosteniblità, decolonizzazione e antirazzismo e abilismo».
Protagonisti del talk sono stati Michele Albiani, consigliere comunale e presidente della Commissione Sicurezza, Coesione Sociale e Politiche della Notte del Comune di Milano, Monica Romano, consigliera comunale milanese, attivista e scrittrice, Farouk Abdulhamid, dottorando al Politecnico di Milano e attivista per l’integrazione degli immigrati, Rodolfo Pessina, psichiatra e sessuologo clinico, e Margherita Principe, insegnante e attivista per l’ambiente. Dai loro interventi hanno poi preso forma cinque diversi tavoli di lavoro accomunati da un’unico obiettivo: «ragionare sulle esigenze della città per individuare punti di forza e punti di debolezza e scrivere insieme alla cittadinanza il manifesto del Legnano Pride». Poi la chiusura con aperitivo, pizza e dj set a cura di Babydoll.










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