La cittadinanza italiana grazie al lavoro con PizzAut, al Rugby Sound una storia di integrazione
Al Rugby Sound Festival Nico Acampora di PizzAut è salito sul palco e ha raccontato la storia di Andrey, un ragazzo autistico di origine moldave, che ha ottenuto la cittadinanza italiana grazie all’assunzione a tempo indeterminato. «Una storia che è in linea con i valori di questo festival e di questo concerto» ha sottolineato il fondatore di PizzAut.
Una storia di integrazione e accoglienza: il destino di due persone che viene stravolto grazie a chi ha saputo tendere la mano, senza che disabilità e origini straniere diventassero un problema.
La serata di domenica 5 luglio al Rugby Sound Festival ha avuto un fuori programma che ha saputo emozionare le migliaia di persone presenti.
Fra le novità più gradite della rassegna musicale di quest’anno, c’è la presenza di PizzAut, con Nico Acampora e alcuni dei ragazzi autistici che sfornano pizze e regalano sorrisi ai tantissimi che tutte le sere affollano il pratone accanto al Castello di Legnano.
Una collaborazione che punta a dare visibilità a un progetto che sta ottenendo tanta ammirazione, al punto che lo scorso febbraio il fondatore di PizzAut e alcuni dei ragazzi hanno incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nella serata di domenica, però, una chicca in più: Acampora ha condiviso la storia di Andrey, un ragazzo autistico di origini moldave la cui vita è stata stravolta da chi ha saputo vedere oltre.
Oltre la disabilità e oltre le origini straniere, oltre i pregiudizi; trattandolo semplicemente per ciò che è: un ragazzo che ha voglia di lavorare.
Questo il racconto:
«Voglio raccontarvi una storia, che è in linea con i valori di questo festival e di questo concerto. Andrey è un ragazzo moldavo. È venuto in Italia portato dalla sua mamma perché in Moldavia non c’erano terapie per Andrey. Quando la mamma è venuta qui diceva: “Lui è il mio figlio più fragile, dovrò stargli vicino”. Invece noi abbiamo avuto l’ardire di assumere Andrey a tempo pieno e a tempo indeterminato. E la mamma di Andrey è venuta da me e mi ha detto: “Pensa che situazione strana in Italia: io prenderò la cittadinanza grazie a mio figlio, che adesso ha un lavoro vero”».
Nell’Italia in cui si parla di remigrazione, in cui c’è chi dichiara di volersi difendere da tutto ciò che è diverso, arriva una storia con un sapore antitetico.
La storia di chi sceglie con convinzione di non volersi frenare dai pregiudizi, ma è pronto ad accogliare l’Altro.
Disabilità e originini straniere non sono più un tabù e un giovane uomo che ha voglia di lavorare, può avere un’occasione e meritarsi quella Cittadinanza italiana tanto agognata.
Così, subito dopo l’intervento di Acampora, quando le luci sul palco si sono spente e nell’aria hanno iniziato a diffondersi le prime note, due canzoni dei Modena City Ramblers hanno risuonato con ancora maggior forza. Quella “Ebano” che racconta una storia difficile di immigrazione e “Mediterranea”, che mette sotto i riflettori chi, nel mare che circonda la nostra Italia, salva vite. Vite di persone che affrontano le onde con la speranza di un futuro migliore.
Al Rugby Sound la Bandabardò e i Modena City Ramblers hanno fatto saltare tutti
Al Rugby Sound c’è stato spazio per una storia diversa, dunque, in questa sera d’estate di inizio luglio. E se qualcuno fosse uscito di casa solo per un concerto e una birra fresca, si è imbattuto invece in una doccia di umanità.
Grazie alla musica, grazie alla solidalietà, grazie al lavoro che riconosce diritti.










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