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La Pro Patria, la Serie A e le sfide imprenditoriali fuori dal calcio: Riccardo Colombo a “Figli di un gol minore”

In maglia biancoblu ha fatto l'esordio nei professionisti e poi è tornato per riportare la squadra in Serie C e guidarla in panchina. In mezzo tante grandi piazze e una visione del calcio che va oltre il campo

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Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.

Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.

La carriera di Riccardo Colombo è il racconto di una scalata costante, iniziata nel giardino di casa con il padre come primo allenatore e proseguita sui campi della provincia di Varese, partendo da Cairate. Dopo una parentesi giovanile al Varese, è la Pro Patria a offrirgli il trampolino di lancio definitivo: arrivato quasi per “fare numero” nella formazione Berretti, Colombo ha saputo conquistare la fiducia dell’ambiente bustocco fino all’esordio tra i professionisti nella stagione 2000-2001, culminata con la vittoria del campionato di C2. Quegli anni, vissuti accanto a figure carismatiche come Zaffaroni, hanno forgiato non solo il calciatore, capace di evolversi da mezzala a cursore di fascia, ma anche l’uomo, sempre attento a mantenere i piedi per terra tanto da proseguire gli studi in Giurisprudenza.

Il salto di qualità arriva con il quinquennio all’AlbinoLeffe, dove Colombo diventa protagonista di un vero “miracolo sportivo” che porta una piccola realtà bergamasca a sfiorare la Serie A. Il grande palcoscenico, però, lo attende prima a Udine — dove vive l’emozione dell’esordio al San Paolo di Napoli ma anche la cruda realtà del grande calcio — e poi soprattutto a Torino. In maglia granata, Riccardo scopre l’essenza viscerale di una piazza storica, vivendo l’onore di leggere i nomi dei caduti a Superga e la gioia di un gol nel massimo campionato. Dopo aver girato l’Italia tra piazze calde come Salerno e Reggio Calabria, ha scelto di chiudere il cerchio tornando alla sua Pro Patria passando dalla Serie B alla Serie D. Nella sua seconda esperienza da tigrotto aiuta la squadra a tornare in Serie C e poi, appesi gli scarpini al chiodo, iniziando una nuova sfida in panchina, dimostrando che il legame con i colori biancoblu è un filo indissolubile che attraversa tutta la sua vita sportiva. Ora, in attesa di una nuova sfida sportiva, Colombo si sta dedicando all’imprenditoria

Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.

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Pubblicato il 03 Giugno 2026
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