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Felice Musazzi sempre nel cuore di Legnano

25 anni fa, Legnano piangeva la scomparsa di Felice Musazzi, genio artistico indiscusso della nostra città, ma sicuramente anche del mondo teatrale italiano, come gli è stato riconosciuto dai più qualificati critici dello spettacolo.

Musazzi è deceduto nella mattinata del 4 agosto 1989, all'età di 68 anni e alla vigilia del suo ultimo lavoro teatrale, "Va là tramvai", che sarebbe dovuto andare in scena allo Smeraldo di Milano. Tre anni prima, il 14 giugno 1986, lo aveva già lasciato Tony Barlocco, impareggiabile "Mabilia" e co-fondatore de "I Legnanesi", deceduto a soli 56 anni.

Inutile qui ricordare la nascita (nella foto, Musazzi, a sinistra e Barlocco nella prima rappresentazione datata 1948 dello spettacolo "E un dì nacque Legnarello), la storia, i trionfi, i tantissimi protagonisti del mito di una compagnia dialettale straordinaria.

Una storia conosciuta, perchè apprezzato patrimonio culturale della città. Una storia additata ad esempio da quanti amano Legnano, perchè simbolo di passione, volontà, caparbietà: valori riconosciuti del nostro territorio. Una storia che sa incantare soprattutto grandi e piccoli, perchè simile a una fiaba.

"L'anima buona di Legnano", "Un capolavoro milanese, come il Duomo e il panettone", "Legnano come Broadway", "La famiglia Colombo come la dinastia di Dallas", "La poesia operaia dei magici travestiti".

Sono soltanto alcuni dei titoli con cui la stampa nazionale( dal Corriere della Sera a L'Espresso, da Il Giorno a Il Giornale) ha celebrato le opere di Felice Musazzi.

In un mondo, quello dello spettacolo, così carico di invidie e gelosie, I Legnanesi raccolsero solo simpatie e amicizie. In prima fila, nei teatri milanesi, era facile ammirare, tra gli altri, Wanda Osiris, Federico Fellini, Franco Zeffirelli, Paola Borboni, Gino Bramieri, Walter Chiari, Carlo Dapporto, Ugo Tognazzi.

Oggi, i personaggi, i testi, le musiche, i balletti ideati da Musazzi e Barlocco rivivono grazie alla volontà della figlia Sandra e a un gruppo di amici che, già dal 1990, anno successivo alla scomparsa del loro "capocomico", decisero doveroso proseguire il cammino intrapreso nel 1948 sul piccolo palcoscenico dell'Oratorio di Legnarello.

"I Legnanesi" di oggi non sono diversi dai loro progenitori. Il loro successo è lo stesso di allora. La storia, insomma, continua: un altro "miracolo" teatrale, culturale, artistico lasciato in eredità da Felice Musazzi, al quale Legnano continua a ripetere: Grazie!

marco tajé

​Unico legnanese al quale è stato dedicato un monumento in città, Felice Musazzi è stato così rappresentato dall'artista Antonio Luraghi nella "maschera" che l'ha reso immortale: Teresa, la regina dei "por crist", la gente umile delle case di ringhiera. Il monumento è stato inaugurato nel maggio 1996 dal sindaco Marco Turri

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