Legnano e il mare, al Bernocchi di Legnano il confronto su lavoro e futuro dell’economia marittima
All’ISIS Bernocchi l’incontro con gli studenti del triennio tra scenari globali e opportunità professionali legate al mare
Il mare come scelta di vita e prospettiva concreta di lavoro è stato al centro della conferenza “Legnano e il mare” che si è svolta martedì 14 aprile all’ISIS Bernocchi di Legnano. L’incontro ha coinvolto le classi del triennio per approfondire il ruolo dell’economia marittima e le opportunità professionali collegate. Protagonista dell’incontro Gian Carlo Poddighe, responsabile Studi & Sviluppo del Centro Giuseppe Bono (Seacs), insieme ad Alessandro Biumi, presidente del gruppo legnanese dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia: realtà che ha organizzato l’incontro.
Nel suo intervento Poddighe ha proposto una lettura del cambiamento economico in atto, sottolineando la centralità del mare: «Il nostro Paese ha costruito attorno all’automotive un’illusione tant’è che oggi questo settore che ha sostituito quello marittimo è in crisi. Oggi dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che il mare è al centro della nostra economia. In questa visione anche Legnano ha un ruolo: è sempre stata un crocevia economico e, in senso più ampio, connesso ai grandi flussi marittimi. Siamo dentro processi epocali di trasformazione e il tema dell’autonomia strategica diventa decisivo. Dobbiamo ritrovare la centralità dell’economia del mare e chiederci concretamente che cosa il mare può offrire ai nostri territori. La meccatronica, ad esempio, è già al cuore delle attività legate al mare. La vera domanda è: possiamo avere un ruolo? Possiamo ritagliarci uno spazio in questo futuro? Pensiamo che il 99% delle comunicazioni globali viaggia attraverso cavi sottomarini: questo da solo ci fa capire quanto il mare sia centrale. Anche sul fronte dell’energia, il mare può garantire una significativa indipendenza. Per questo difenderlo, anche come coscienza collettiva, è vitale».
Durante la conferenza è stato illustrato anche il progetto europeo “Scan-Med Corridor”, indicato come una delle direttrici strategiche per i collegamenti tra Nord e Sud Europa. Nella spiegazione è emersa la necessità di un sistema integrato che non riguardi solo le infrastrutture, ma anche i servizi marittimi collegati.Un passaggio è stato dedicato al confronto tra modelli industriali. Attraverso esempi concreti è stato evidenziato come la costruzione navale richieda tempi, competenze e cicli produttivi molto più lunghi rispetto al settore automotive, con ricadute diverse in termini di lavoro e sviluppo.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come il mare rappresenti un ambito professionale strutturato. «La Marina offre ai giovani formazione tecnica, esperienze internazionali e sbocchi occupazionali in diversi settori, dalla tecnologia navale alla tutela dell’ambiente marino. La marina è una grande famiglia ricordatevelo».













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