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REDDITI COMUNALI ONLINE: PRO E CONTRO

Prosegue il dibattito con interventi politici e pillole di "saggezza" sulla validità o meno di tanta trasparenza...

Considerazioni di carattere politico, ma anche pillole di… saggezza nel dibattitto che sul nostro giornale si è aperto dopo la pubblicazione online dei redditi e delle proprietà dei nostri amministratori pubblici, relativamente al 2011 quando, bene ricordarlo, non avevano ancora ricevuto le rispettive deleghe. Con l'occasione riproponiamo tutti gli interventi pervenuti.


Caro Direttore buonasera. Leggo dalle vacanze la notizia della pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi di sindaco & co. e, forse complice la vacanza, mi dedico alla lettura. Mi diverte “giocare” coi numeri ma dopo un po’ mi accorgo che sono stati pubblicati anche tanti dati sensibili (numeri di cellulare, mail,….).

E’ proprio necessaria TUTTA questa “trasparenza”? Se proprio si volesse essere trasparenti non sarebbe meglio pubblicare le attività, gli interventi, le proposte o quant’altro svolto nell’ambito del proprio mandato a favore della città di Legnano ?

In fondo al cittadino credo interessi maggiormente cosa uno fa per la propria città e non quanto guadagni….

Un saluto dalla Sicilia

Roberto Albè


Caro Direttore, leggo con piacere tutte le notizie ormai in tempo reale e in particolare quella riferita ai REDDITI degli amministratori del Comune di Legnano e ovviamente i commenti conseguenti.

Ha ragione il cittadino Albè quando dice che meglio sarebbe conoscere l'operato di chi amministra la città piuttosto fare la radiografia “ economica “ dell'amministratore.

Sono Consigliere comunale , oggi di minoranza, ieri di maggioranza, e sempre ho risposto alle richieste di Legge dello Stato che regolano i comportamenti degli amministratori perciò trovo eccessiva questa enfasi che la Giunta Centinaio ha posto circa questo argomento come se fosse una esclusiva decisione della stessa Giunta. Si respira un clima inquisitorio, come se avessimo qualcosa da nascondere. Meglio sarebbe avere fiducia nel prossimo, anche se avversario politico, senza peraltro avere timore di non assolvere al PATTO elettorale stipulato con i propri elettori.

E a proposito di “radiografia economica” e questa è la stortura di enfasi costruita, fa sicuramente specie vedere che due Assessori sono “mantenuti” dalla Politica ( cioè con lo stipendio che ricevono) perchè con il reddito dichiarato, mi sembra, possono solo recarsi alla Casa della Carità per il relativo sostentamento.

Piccolo esempio per dimostrare che la trasparenza a volte diventa un insopportabile abbaglio e non aiuta il cittadino e la città a guardare con serenità il cammino, questo si ( ! )faticoso e lucido, che ogni giorno ha di fronte.

Con affetto e partecipazione solidale

Luciano Guidi – presidente gruppo consiliare PdL


Caro Direttore, ció che ha scritto il lettore in vacanza in Sicilia in merito alla trasparenza, che ormai piú che un intento mi sembra un vero e proprio chiodo fisso, mi ha suscitato alcune riflessionii che pongo a titolo del tutto personale e non come pidiellina e quindi oscurantista per definizione con buona pace di coloro che hanno anche quest'altro chiodo fisso…

L'opinione che va per la maggiore dice che la veritá é nella trasparenza e la menzogna nel nascondimento. Si dice che chi sta nel giusto non ha nulla da nascondere, non ha timore di rendere pubblico qualsiasi suo pensiero, qualsiasi suo atto, persino qualsiasi sua intenzione. Il massimo della democrazia ci viene presentato come il massimo della pubblicitá: tutto deve avvenire in diretta davanti a tutti, tutte le informazioni devono essere a disposizione di tutti, e cosí via.

C'é peró qualcosa che in tutto questo non quadra; e non si tratta solamente dell'invidia sociale e del pettegolezzo che queste pratiche molto spesso suscitano (… e se l'albero si vede dai frutti, giá questo fa sorgere qualche dubbio sulla bontá dell'ispirazione che porta all'elogio della trasparenza…).

É stato un libro che ho letto recentemente che mi ha fatto capire quanto sia ambiguo il chiodo fisso della trasparenza a cui oggi assistiamo. É un libro uscito clandestinamente trentacinque anni fa e oggi ripubblicato, che apparentemente sembra fuori contesto, ma che a mio parere é di un'attualitá sorprendente e che consiglio vivamente di leggere.

Lo ha scritto un allora dissidente cecoslovacco, divenuto poi Presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Havel. Il titolo sembra un paradosso "Il potere dei senza potere". Ad un certo punto del libro viene svelato il trucco dei finti elogiatori della trasparenza: chi ama il potere parla solo di luce e trasparenza; invece chi ama la veritá sa che la luce contiene un segreto. Chi ama la veritá, scrive Havel, sa che una vita pubblica che non concede spazio al segreto é una vita nella menzogna. Una menzogna imposta rozzamente a tutti i cittadini dell'Est Europa dal regime autoritario che la governava all'epoca, ma formulata e fatta accettare in modo piú raffinato anche dalle democrazie occidentali. Scrive sempre Havel "tutti coloro che vivono nella menzogna possono essere folgorati dalla veritá" perché c'é nell'uomo una "segreta" apertura alla veritá, uno spazio di comunicazione libero proprio perché segreto. Ma proprio in quanto segreto é, dal punto di vista del potere, molto pericoloso. Va perció intercettato.

L'intercettazione diffusa, non solo come pratica giudiziaria, ma spesso come regola sociale, vuole abolire questo ultimo spazio di libertá che é la segretezza di alcuni dati, la segretezza delle comunicazioni, la segretezza di qualcosa di personale, vuole cioé, in ultima istanza, abolire l'uomo nella sua essenza. I nuovi adoratori della trasparenza assoluta peró non lo fanno per un ideale, ma piú prosaicamente per il potere.

Chi la ama sa bene che la veritá rende liberi e che la libertá gode di uno spazio inaccessibile, misterioso. Chi ama la veritá quindi accetta il rischio di non sapere tutto, di non controllare tutto, soprattutto di non controllare tutti.

Quarant'anni fa non solo all'Est ma anche all'Ovest nessuno pensava che quest'idea potesse avere successo. Poi uno molto autorevole, all'epoca era Papa, l'ha detta a voce alta; alcuni ci hanno creduto davvero e oltre ad un muro é venuta giú anche gran parte del mondo.

Buona estate a tutti.

Daniela Colombo (Consigliere Comunale PDL )


Buongiorno, scrivo di getto questa email dopo aver letto l'articolo REDDITI COMUNALI ONLINE: PROPRIO NECESSARIA TUTTA QUESTA TRASPARENZA? firmato da Roberto Albè

Non vuole essere in polemica ma semplicemente mi ha ricordato una lettura fatta in terza elementare (anni '60) ho fatto una ricerca e le allego il link 
Cosa dire… è proprio vero che il mondo è bello perché e vario… o avariato?

Enzo Tesoro

Vivi come credi

C’era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino.
Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo.
Così partirono tutti e tre con il loro asino.
Arrivati nel primo paese, la gente commentava: “guardate quel ragazzo quanto è maleducato…lui sull’asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano”.
Allora la moglie disse a suo marito: “non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio.”
Il marito lo fece scendere e salì sull’asino.
Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “guardate che svergognato quel tipo…lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa”.
Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l’asino.
Arrivati al terzo paese, la gente commentava: “pover’uomo! dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull’asino.
E povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!
Allora si misero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull’asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.
Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: sono delle bestie, più bestie dell’asino che li porta. Gli spaccheranno la schiena!
Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all’asino ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: “guarda quei tre idioti: camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!”

Conclusione: ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi. fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi…una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi: canta, ridi, balla, ama…e vivi intensamente ogni momento della tua vita…prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.

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Pubblicato il 04 Agosto 2013
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