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Mario Prestianni, l’“Uomo dei fiori” di Canegrate ringrazia il Galeazzi di Milano: “La vera eccellenza siete voi”

Il canegratese Mario Prestianni racconta la sua esperienza dopo l’intervento al Galeazzi e dedica un messaggio al personale sanitario che lo ha accompagnato nel percorso di cura

Generico 08 Jun 2026

Mario Prestianni, conosciuto a Canegrate e non solo come l’“Uomo dei fiori”, in questi giorni, ha voluto ringraziare pubblicamente il personale dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano dopo un intervento al ginocchio. Il canegratese, noto per le sue iniziative di cura e abbellimento degli spazi pubblici, ha condiviso un lungo messaggio dedicato ai professionisti incontrati durante la degenza.

I ringraziamenti ai “veri fiori del Galeazzi”

Nel suo racconto, Prestianni ha ricordato i sorrisi, l’accoglienza e l’umanità trovati in ospedale. «Questa rosa – afferma Prestianni mostrando una foto del fiore – la dedico a chi lavora senza cercare applausi, a chi spesso non compare nelle fotografie, ma lascia il segno nel cuore delle persone». Il canegratese ha rivolto un pensiero particolare al caposala e a tutta l’équipe sanitaria, ringraziando medici, infermieri e operatori che hanno contribuito al suo percorso di cura. «Quando ho spiegato che mia moglie è stata operata anche lei al ginocchio e che quindi non avrebbe potuto accompagnarmi alla fisioterapia – afferma il canegratese -, vi siete subito attivati affinché tutto fosse organizzato attraverso l’assistenza territoriale»

Un ringraziamento è stato rivolto alla caposala Cristina e a tutta l’équipe del reparto: «Grazie a Daniela, Rosanna, Ramona, Alina, Giorgetta, Alice, Bergen, Elisella, Bruna, Paolo, Lorenzo, Ramon, Marisa, Maria, Marco, Alessandro e Luca». Ma Prestianni ha voluto sottolineare anche il lavoro di chi si occupa dell’organizzazione della dimissione e dell’assistenza al rientro a casa. «Scusami, inserendo lo staff della caposala Cristina hai tralasciato la parte bella del lavoro organizzato e fatto da una squadra che ho incontrato poco, e mi riferisco a Stefania, Ugo e Rossana. È vero che siete entrati nella mia stanza semplicemente per chiedermi come organizzare il mio ritorno a casa. Una domanda semplice, ma dietro quella domanda c’era un mondo di attenzione e di premura». Quando il canegratese ha spiegato che la moglie, operata anch’essa al ginocchio, non avrebbe potuto accompagnarlo alla fisioterapia, il personale si è immediatamente attivato per organizzare l’assistenza territoriale, con infermiere a domicilio e tutto il necessario per affrontare la convalescenza in serenità. «Ed è lì che ho capito ancora una volta una cosa: a fare la differenza sono sempre le persone».

Nel messaggio emerge una riflessione che richiama il soprannome con cui Prestianni è conosciuto a Canegrate. «Negli altri ospedali ho spesso visto fiori, piante, corridoi colorati per far sentire il paziente un po’ più a casa. Qui ho trovato corridoi semplici. E vuoti. Ma ho trovato qualcosa di molto più prezioso: fiori viventi. Persone che parlano, sorridono, ascoltano, si prendono cura degli altri». Un’immagine che per Prestianni comprende non solo medici e infermieri, ma anche chi lavora dietro le quinte per accompagnare il paziente nel delicato momento del rientro a casa. «La vera eccellenza del Galeazzi siete voi. Voi che lavorate nell’ombra, senza rumore, ma con un lavoro prezioso e significativo».

L’impegno per la bellezza a Canegrate

La comunità canegratese conosce Mario Prestianni per le numerose iniziative dedicate alla cura del territorio, dalle aiuole ai vicoli fino agli spazi pubblici della città. Un impegno che lui stesso definisce una “rivoluzione della bellezza”. Prestianni racconta che la sua prima battaglia risale a quasi 34 anni fa, quando, passeggiando per le strade di Castelbuono, si accorse della mancanza di pattumiere lungo le vie cittadine. Da allora ha portato avanti numerose iniziative legate al decoro urbano e alla valorizzazione degli spazi comuni.

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Pubblicato il 11 Giugno 2026
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