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Alberto Venegoni, l’artista di Busto Garolfo che vuole “curare con gli occhi”

Intervista ad Alberto Venegoni, artista di Busto Garolfo, che sarà protagonista di una mostra personale a Villa Turconi, nell'Alta Valle Intelvi 

Alberto Venegoni, l'artista di Busto Garolfo che vuole "curare con gli occhi"

L’arte come percorso di ricerca interiore, la natura come materia da trasformare e il desiderio di regalare benessere a chi osserva le sue opere. È questo il cuore della ricerca artistica di Alberto Venegoni, artista di Busto Garolfo, che sarà protagonista di una mostra personale a Villa Turconi, nell’Alta Valle Intelvi,  dopo essere stato selezionato come unico scultore dell’esposizione collettiva estiva.

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Alberto Venegoni, l'artista di Busto Garolfo che vuole "curare con gli occhi" 4 di 10

Alberto Venegoni, l'artista di Busto Garolfo che vuole "curare con gli occhi"

La sua storia non nasce in un’accademia d’arte. Venegoni ha frequentato l’istituto agrario Mendel di Villa Cortese e da oltre quattordici anni lavora come giardiniere. Proprio il contatto quotidiano con alberi, tronchi e radici è diventato, nel tempo, il punto di partenza di un percorso creativo che ha preso forma nel 2014, quando ha riscoperto la passione per l’interior design e l’arte che lo accompagnava fin da bambino: «Ho capito da grande cosa volevo fare», racconta. Da quel momento ha iniziato a studiare il mondo dell’interior design e a realizzare i primi complementi d’arredo in legno, che presto hanno smesso di essere semplici oggetti per trasformarsi in vere e proprie sculture.

Tronchi, radici e sfere

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Le prime opere sono grandi tronchi recuperati dopo abbattimenti già effettuati, mai tagliati appositamente per creare arte. Venegoni li divide, li svuota e li ricompone, li ricrea, ispirandosi alle ferite che osserva sugli alberi durante le sue passeggiate. Al legno aggiunge componenti in oro, elemento ricorrente nelle sue opere. Spesso i tronchi sono divisi in due, richiamando il dialogo tra la componente maschile e quella femminile presenti in ogni persona.

Negli anni la sua ricerca si è evoluta: dalle grandi sculture è passato a opere più piccole, quindi alle sfere in legno e successivamente alla ceramica, materiale che gli ha permesso di realizzare il suo primo soggetto figurativo, una tigre intitolata “Autoaffermazione”, destinata a essere fusa in alluminio.

L’arte come libertà

Un momento di stallo creativo ha segnato una svolta decisiva. Venegoni ha iniziato a lavorare il legno senza progettare un risultato preciso, lasciandosi guidare soltanto dal piacere del gesto. Nascono così i rami colorati, caratterizzati da centinaia di piccoli fori realizzati con una normale fresa da legno, lo stesso attrezzo utilizzato quotidianamente nel suo lavoro di giardiniere. Da lontano le superfici sembrano ricoperte di paillettes, mentre da vicino rivelano un paziente lavoro di incisione e colore. Una di queste opere è stata anche premiata in occasione di un’esposizione artistica. «Mi sono reso conto che sono passato dal fare qualcosa semplicemente bene al fare quello che davvero volevo fare per il piacere e il divertimento nel farlo. Quando sei te stesso, le cose diventano belle», spiega l’artista, che oggi considera il divertimento e la libertà creativa gli elementi fondamentali del proprio lavoro.

Le mostre e Villa Turconi

Il suo percorso espositivo è iniziato nel 2020 con le fiere milanesi dedicate all’arte contemporanea, per poi proseguire in numerose esposizioni organizzate insieme all’associazione Independent Artists.  Venegoni continua a portare avanti la doppia attività di giardiniere e artista, con la speranza che un giorno la scultura possa diventare la sua professione principale.

A credere nella sua ricerca è  la curatrice Rachele Brognoli, che ha ritrovato quello che era il suo compagno di classe delle elementari, casualmente dopo oltre vent’anni durante Milano Scultura già artista. Rimasta colpita dalle sue opere, lo ha scelto come unico scultore della rassegna di Villa Turconi, convinta che la sua capacità di trasformare la natura in arte possa coinvolgere il pubblico in una villa immersa nella natura. «Volevo un artista che avesse davvero qualcosa da raccontare e che permettesse ai visitatori di ritrovare la natura all’interno della villa», spiega.

“Curarsi con gli occhi”

Venegoni riassume così il senso della sua ricerca artistica: «Le persone si devono curare con gli occhi guardando le mie opere». Un messaggio semplice, che mette al centro la capacità dell’arte di generare benessere e di accompagnare chi osserva in un percorso di introspezione e bellezza. È anche il motivo per cui il titolo scelto per la sua mostra è “Nessuna regola, nessun pensiero”, un invito a lasciarsi guidare dalle emozioni senza schemi o pregiudizi. In futuro gli piacerebbe organizzare o partecipare a una esposizione a Legnano, città dove non ha ancora esposto.

La mostra personale di Alberto Venegoni, “Nessuna regola, nessun pensiero”, sarà allestita a Villa Turconi di Lanzo d’Intelvi dall’8 al 16 agosto, in contemporanea con l’esposizione “Orizzonti di Carlo Olper” dedicata a Carlo Olper. La rassegna sarà visitabile nei weekend 8-9 e 14-16 agosto. Dal 22 al 30 agosto sarà invece la volta della mostra “Inno alla luce” di Athos Faccincani.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 25 Luglio 2026
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