Ristrutturazione Teva, stop ai licenziamenti per un anno a Villanterio, trattative su Rho e Caronno Pertusella
Incontro tra i sindacati e l'azienda controllata dal gruppo farmaceutico israeliano, con il rinvio della chiusura della fabbrica nel Pavese e un piano per uscite volontarie negli stabilimenti del Nord Milano
Stop ai licenziamenti a Villanterio fino alla primavera 2027, mentre si aprono trattative sugli stabilimenti di Rho e Caronno Pertusella: è l’esito dell’ultimo incontro convocato dal Ministero del Lavoro tra la direzione aziendale di Sicor S.r.l. (Gruppo Teva), le Organizzazioni Sindacali Nazionali e Territoriali di Filctems Cgil, Femca Cisl,Uiltec Uil e le Rappresentanze Sindacali Unitarie (Rsu), a seguito della imminente scadenza dei termini previsti dalla procedura di licenziamento collettivo regolata dalla Legge 223/1991.
Nel corso della riunione, le Parti hanno congiuntamente ripercorso l’evoluzione del confronto sviluppatosi sia in sede sindacale sia presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Alla luce del clima di dialogo costruttivo e delle aperture formalizzate dalla Direzione Aziendale in risposta alle sollecitazioni del Sindacato e delle Istituzioni, le parti hanno concordato di richiedere formalmente al Ministero del Lavoro la proroga del termine della fase amministrativa della procedura fino al 18 settembre 2026.
La proroga si è resa indispensabile al fine di perfezionare e definire in ogni dettaglio i contenuti dell’intesa,
Gli assi portanti sono due step diversi, per Villanterio (in provincia di Pavia) e per gli altri tre siti produttivi, tra cui Rho e Caronno Pertusella nell’area del Nord Milano.
Accogliendo le istanze delle Organizzazioni Sindacali volte a preservare l’occupazione e il presidio industriale, l’azienda per Villanterio ha confermato il superamento della chiusura immediata. È stato disposto il differimento della chiusura dello stabilimento a dicembre 2027, garantendo il proseguimento delle attività produttive fino a marzo 2027. Tale arco temporale consentirà di collocare il sito sul mercato per la ricerca di un potenziale acquirente e l’avvio di un percorso di reindustrializzazione.
Quanto invece a Rho, Santhià e Caronno Pertusella, per la gestione dei 61 dipendenti dichiarati in esubero individuate nei tre stabilimenti, le parti hanno ribadito la volontà di definire soluzioni condivise. Il piano, in fase di discussione, prevede l’attivazione di un criterio di uscite su base volontaria e non oppositiva, sostenute da un piano incentivante rivolto a tutti i dipendenti coinvolti, prioritariamente al personale che maturerà i requisiti di accesso alla pensione nell’arco del prossimo quinquennio.
«Poiché la complessità tecnica ed economica degli accordi attuativi richiede una compiuta formalizzazione dei criteri applicativi e delle relative coperture, la proroga concessa fino al 18 settembre consentirà di finalizzare il testo definitivo dell’accordo quadro con la prospettiva di ridurre al minimo il disagio sociale».






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