Cucina tipica lombarda, passi avanti per il progetto di legge in Regione
Concluse le audizioni che hanno coinvolto associazioni e mondo della comunicazione gastronomica. Verso l'istituzione del marchio "Cucina tipica lombarda". Primo stanziamento da 600mila euro
All’interno della Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia prosegue l’iter del progetto di legge dedicato alla valorizzazione della cucina tipica lombarda. Il testo, promosso dal consigliere Alessandro Corbetta (Lega) e sostenuto da uno stanziamento iniziale di 600mila euro, punta a riconoscere ufficialmente i piatti della tradizione come patrimonio culturale e leva strategica per economia e turismo.
Si è concluso intanto il ciclo di audizioni, che ha coinvolto numerosi esperti e rappresentanti del settore gastronomico. Un passaggio ritenuto fondamentale dalla vicepresidente e relatrice Silvia Scurati, che ha sottolineato come i contributi raccolti serviranno ad affinare il provvedimento per renderlo ancora più efficace nel valorizzare un patrimonio considerato “inestimabile”, non solo sotto il profilo culturale ma anche economico e turistico.
Sulla stessa linea il presidente della Commissione Marcello Ventura, che ha evidenziato l’importanza di costruire una normativa capace di tutelare e promuovere concretamente la filiera della cucina lombarda, dalle materie prime fino alla trasformazione. Un obiettivo che, oltre alla difesa del Made in Italy, punta anche a garantire qualità, salubrità e continuità delle tradizioni locali.
Corbetta ha rimarcato come la Lombardia, storicamente forte sul piano industriale, abbia finora investito meno sulla valorizzazione delle proprie tradizioni gastronomiche. Il consenso raccolto dal progetto tra gli operatori del settore dimostrerebbe invece la necessità di una cornice normativa capace di sostenere una filiera già attiva ma bisognosa di supporto istituzionale.
Nel dettaglio, il disegno di legge prevede l’istituzione del marchio “Cucina tipica lombarda”, la creazione di una Consulta composta dai principali attori del settore con il compito di codificare le ricette e supportare la Regione, oltre all’individuazione di un mese dedicato alla promozione dei piatti locali. Spazio anche alla valorizzazione dei prodotti certificati DOP, IGP, PAT e De.Co., e a misure per favorire il passaggio generazionale, così da garantire la trasmissione delle tradizioni culinarie.
Ampio il consenso emerso durante le audizioni. Il noto critico gastronomico Edoardo Raspelli parla addirittura di «progetto di legge straordinario, che mi ha emozionato e commosso»; l’Unione Cuochi Lombardia ha definito il progetto “il più completo nel panorama nazionale”, mentre Slow Food Lombardia ha invitato a includere anche i prodotti meno conosciuti e a rischio scomparsa dei piccoli produttori. Tra le proposte, anche quella di valorizzare eventi già esistenti e sviluppare strategie di marketing per promuovere la cucina lombarda presso i turisti.
Non è mancato il contributo del mondo della comunicazione gastronomica: è stata sottolineata l’importanza di includere anche il comparto vitivinicolo tra gli elementi identitari da promuovere, valorizzando sia le denominazioni più note sia le produzioni locali meno strutturate. Il provvedimento si avvia ora verso la fase conclusiva dell’esame in Commissione, con approdo in Aula previsto per il 23 giugno, data in cui è atteso il voto finale.










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