La piscina di Legnano tra l’apertura a settembre e il nodo PNRR. L’opposizione: “Fondi a rischio e atleti penalizzati”
Pioggia di critiche dalla Lista Toia Sindaco sull'intervento di riqualificazione della piscina di Legnano, che riaprirà i battenti a settembre
Per tornare in vasca bisognerà aspettare a settembre, ma le acque sono già agitate. La piscina di Legnano, impianto dove da tempo è in corso un intervento di riqualificazione, è tornata a spaccare il consiglio comunale della città del Carroccio, tra i cui banchi martedì 28 luglio è approdata un’interrogazione della Lista Toia Sindaco che chiedeva conto tanto della progettazione dell’impianto, quanto delle tempistiche dei lavori e del finanziamento PNRR “in bilico”.
Le tempistiche del cantiere e i fondi PNRR
«L’ultimo stato di avanzamento lavori corrisponde al 55,1% – ha spiegato in aula l’assessore allo Sport Guido Bragato -: va tenuto conto che quando parliamo del 100% intendiamo l’intero impianto, interno ed esterno, quindi la previsione, confermata, di apertura a settembre non stona perché la parte interna è di fatto pressoché completa. Ci sono due cronoprogrammi di riferimento. Il primo è quello relativo al cantiere, risultato delle operazioni di gara, che sostanzialmente rispetta le tempistiche previste: per l’esecuzione dei lavori erano previsti 708 giorni di lavoro, il cantiere è partito il 25 novembre 2024 e la scadenza prevista il 3 novembre 2026. Il secondo cronoprogramma è relativo alle scadenze PNRR: al momento rispetto alla scadenza fissata al 30 giugno, con proroga per ultimazioni secondarie al 31 agosto, il cantiere è ovviamente in ritardo di qualche mese».
«Per il finanziamento di 2 milioni e mezzo del PNRR allo stato attuale non abbiamo ricevuto comunicazioni di revoca – ha aggiunto Bragato -: c’è un’interlocuzione costante del responsabile del procedimento con il Ministero e si è avuta indicazione di proseguire l’opera nel modo più celere possibile, rendicontando puntualmente lo stato di attuazione del progetto. In caso non dovessimo accedere al finanziamento, in maniera prudenziale, sono state accantonate le risorse necessarie nel bilancio comunale, ma al momento il procedimento prosegue».
Due le ragioni alla base dei ritardi. In primis una serie di problematiche strutturali. «Nella fase di scavo iniziale si sono presentate criticità non prevedibili – ha ribadito l’assessore alla partita -: le reti dei sottoservizi idrici erano difformi da quelle rappresentate nelle cartografie raccolte in fase di progettazione e quindi le lavorazioni per il loro adeguamento e spostamento hanno richiesto tempi di realizzazione più lunghi di quelli ipotizzati. Una porzione del muro perimetrale su viale Toselli di proprietà del condominio si è poi rivelata pericolante: il muro era collocato nella zona interessata dagli scavi, per ragioni di sicurezza del condominio prima di procedere è stato necessario realizzare il nuovo muro. Infine durante i lavori di scavo iniziali è stata rinvenuta una cisterna interrata di gasolio del vecchio impianto di riscaldamento con 75mila litri di gasolio, che è stata smaltita in sicurezza secondo le disposizioni di legge e sotto la supervisione di ARPA».
«L’altro aspetto è legato alla scelta di garantire il prosieguo dell’attività – ha continuato -, in particolare sportiva: per avere dei tempi più celeri avremmo dovuto chiudere l’impianto all’inizio della stagione 2025-26, ma si è scelto di arrivare al 30 giugno 2026 con l’attività aperta. Ovviamente questo ha causato anche dei lavori più lunghi su tutto l’impianto».
La profondità della vasca più grande
Nel mirino della Lista Toia Sindaco anche la profondità della vasca più grande dell’impianto. «Nella vasca più grande sono omologabili praticamente tutte le categorie di gara – ha spiegato Bragato -. La scelta della profondità si ritiene congrua col progetto generale che tenta di coniugare le esigenze agonistiche per ospitare un set di manifestazioni sportive ampio e le esigenze di erogare altri servizi natatori a un’utenza più ampia ovviamente della sola utenza sportiva. Questa scelta appare coerente con le esigenze di ottimizzazione e bilanciamento dei costi energetici derivanti da una struttura che è per definizione energivora».
L’opposizione: “Disastro di gestione e programmazione politica”
Parole, quelle dell’assessore allo Sport, che non hanno convinto la capogruppo della Lista Toia Sindaco. «Sono passati parecchi anni da quando abbiamo questa ferita aperta a Legnano – ha replicato Carolina Toia -: sono stati anni di sacrifici per le famiglie, per gli atleti, per i giovani, per le associazioni sportive. L’amministrazione ha presentato questo progetto come un grande progetto di riqualificazione, sventolando ai quattro venti l’ottenimento di 2,5 milioni di euro del PNRR come la panacea di tutti i mali, ma la realtà è drammaticamente diversa: tra gli annunci, soprattutto in campagna elettorale, e la realtà dei fatti, abbiamo l’ennesimo disastro di gestione e di programmazione politica. I fondi del PNRR imponevano dei cronoprogrammi tassativi e dei vincoli temporali rigidi: siamo al 28 luglio, la scadenza per la conclusione delle opere era fissata al 30 giugno, credo che l’inosservanza di questo termine comporti un rischio concreto di revoca delle risorse. Quindi, di fatto, quello che doveva essere un investimento finanziato dall’Europa diventa una sorta di tassa di 2 milioni e mezzo di euro a carico dei cittadini legnanesi, che vanno a pagare gli errori di questa amministrazione».
«È stato approvato un progetto che prevede una profondità massima di 2 metri – ha aggiunto Toia -: come fanno ad allenarsi le sincronette? Anche il nuoto agonistico prevede tuffi che con ogni probabilità vanno oltre i 2 metri di profondità. Non avremo più trofei in città. Prima le tribune arrivavano fino a 500 persone, adesso siamo a 200: abbiamo più che dimezzato la grandezza delle nostre tribune. Mi domando: l’amministrazione ha realmente interpellato le realtà sportive? Il nuoto agonistico, la pallanuoto, il nuoto sincronizzato, secondo gli stessi agonisti sono enormemente penalizzati da questa scelta e hanno cercato di comunicarlo in ogni modo, ma l’amministrazione ha deciso di procedere comunque. Ha di fatto limitato l’omologazione dell’impianto per le competizioni di livello, quindi va a consegnare alla città un’opera già difettosa. L’amministrazione ha trasformato una grande opportunità di rilancio, quale poteva essere quella legata alla piscina, in un vero e proprio disastro economico e non solo».
In copertina una foto di archivio del cantiere per la riqualificazione della piscina










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