Data center, Rifondazione Comunista chiede una moratoria: appello anche ai Comuni del Legnanese
Rifondazione Comunista interviene sul tema dei data center e sollecita una sospensione delle autorizzazioni in attesa di approfondimenti tecnico-scientifici
Rifondazione Comunista Legnano sostiene la richiesta di una moratoria sui data center avanzata dalla Federazione milanese del partito. Per questo in questi giorni ha invita anche le amministrazioni locali del Legnanese a prendere una posizione. L’appello arriva mentre in provincia di Milano sono in progettazione numerosi nuovi impianti, tra cui uno ipotizzato a Cerro Maggiore. «Come Circolo PRC di Legnano – si legge in una nota -, ci uniamo a questo appello e chiediamo che anche le amministrazioni locali del Legnanese prendano posizione a tutela di un territorio già troppo compromesso e della salute dei suoi cittadini e cittadine».
Le richieste di Rifondazione Comunista
Secondo il comunicato, il fenomeno dei data center presenta implicazioni ambientali, sociali, economiche, energetiche e politiche che richiedono un’analisi approfondita. La Federazione milanese del Partito della Rifondazione Comunista evidenzia inoltre come «l’assenza di una pianificazione sovracomunale mette i singoli comuni di fronte al dilemma di prendere o rinunciare a milioni di euro in oneri di urbanizzazione, soldi preziosissimi in tempi di difficoltà per gli enti territoriali. È la tipica forma di ricatto liberista che relega in secondo piano ogni considerazione sul bilanciamento tra costi e benefici». Vengono richiamati anche i possibili impatti ambientali legati agli impianti, tra cui l’effetto “isola di calore”, il rumore, le emissioni dei generatori diesel e lo stoccaggio di carburante. Viene inoltre sottolineato che «i data center richiedono potenze elettriche impressionanti, anche 150 MW, equiparabile a 50mila utenze domestiche; Terna dovrà adattare la rete per questi colossi, con costi spalmati sulle bollette e con l’incognita sulla priorità che verrà data in caso di blackout».
La proposta della moratoria
Per Rifondazione Comunista il tema deve essere affrontato con un approccio scientifico. «Il fenomeno dei data center deve essere studiato con un rigoroso approccio scientifico, ponendosi l’obiettivo di tutelare l’interesse pubblico in ogni sua forma, dalla tutela della salute alle considerazioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale», si legge nella nota.
La Federazione milanese propone quindi «una moratoria dei data center, chiedendo l’immediata sospensione dei provvedimenti autorizzativi secondo il principio di precauzione, previsto dal diritto europeo e ambientale». Inoltre, Nadia Rosa, segretaria del PRC Milano, e Stefano Amann, della segreteria del PRC Milano, chiedono «la costituzione di una commissione tecnico-scientifica indipendente incaricata di verificare, approfondire e risolvere tutte le criticità dei data center prima di ripristinare – eventualmente – ogni iter autorizzativo, e che ponga le premesse di una seria pianificazione sovracomunale».










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