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Il calcio che unisce: a Legnano il Trofeo con i bambini di Betlemme è “Senza Confini”

All'Oratorio San Pietro di Legnano si è disputato il Trofeo Senza Confini, il quadrangolare di calcio organizzato dall'Asd Celesta Legnano che ha coinvolto la squadra dei bambini arrivati da Betlemme

Generico 06 Jul 2026

Un pallone che rotola può fare molto più che decidere una partita. Può abbattere distanze, creare amicizie e regalare ai bambini un momento di spensieratezza lontano dalla guerra. È successo venerdì 10 luglio all’Oratorio San Pietro di Legnano, dove si è disputato il Trofeo Senza Confini, il quadrangolare di calcio organizzato dall’Asd Celesta Legnano nell’ambito del progetto “Amici senza Confini”, che vede protagonisti dieci bambini palestinesi arrivati da Betlemme e ospitati in questi giorni da famiglie del territorio.

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Legnano dà il benvenuto ai bambini di Betlemme 4 di 18

I ragazzi sono arrivati a Legnano lo scorso venerdì, al termine di un viaggio durato circa trenta ore. Da allora stanno vivendo un’esperienza intensa fatta di gite, sorrisi e nuove scoperte. Hanno visitato Genova e il suo Acquario, partecipano alle attività estive e il torneo di calcio è stato uno dei momenti più significativi di condivisione con la comunità legnanese.

A raccontare questi primi giorni è il papà di una delle famiglie ospitanti, che descrive un’accoglienza fatta di piccoli passi e tanta umanità. «Noi abbiamo ospitato uno dei ragazzi: per lui è il primo viaggio lontano da casa. Il primo giorno e mezzo sentiva spesso i suoi genitori, poi pian piano abbiamo iniziato a legare. Ci capiamo un po’ in inglese e un po’ come si può. L’importante è che ci si comprende».

Il momento più emozionante è arrivato quando il ragazzo ha voluto presentare la famiglia italiana ai propri genitori. «Quando ha iniziato a sentirsi a suo agio ci ha fatto fare una videochiamata con mamma e papà. Ci hanno ringraziato tantissimo, ci hanno raccontato che era la sua prima esperienza fuori casa e ci hanno detto che le porte della loro casa, in Terra Santa, saranno sempre aperte per noi quando questo periodo difficile sarà finito. Noi abbiamo risposto che anche la nostra casa sarà sempre aperta per loro».

Nei racconti emerge inevitabilmente anche la realtà che i bambini si sono lasciati alle spalle. «Ci hanno spiegato che, quando sono iniziati i bombardamenti, hanno avuto molta paura perché alcune esplosioni sono avvenute vicino alle loro case. Oggi Betlemme è praticamente chiusa: per spostarsi verso Gerusalemme o Tel Aviv servono ore a causa dei numerosi checkpoint. Hanno paura di uscire e le strade portano ancora i segni della guerra». Proprio per questo, questi giorni a Legnano hanno un valore ancora più grande. «Loro sono felicissimi. Per qualche giorno stanno riuscendo a divertirsi e a vivere con serenità».

L’accoglienza ha creato legami anche tra le famiglie italiane. «Si è formato un gruppo bellissimo tra tutti noi. Non siamo rimasti soltanto in contatto attraverso una chat: ci siamo incontrati, abbiamo condiviso la gita a Genova, siamo usciti a cena insieme e continuiamo a vederci. Quando i ragazzi ripartiranno, sono sicuro che le amicizie nate tra le famiglie resteranno».

L’esperienza proseguirà anche nei prossimi giorni. Lunedì i bambini saranno accolti nel Duomo di Milano dall’arcivescovo Mario Delpini, in un altro momento simbolico di un viaggio che, partito da Betlemme dopo trenta ore di strada, continua a costruire ponti di amicizia e speranza.

Legnano dà il benvenuto ai bambini di Betlemme: “Dieci piccole pietre vive della Terra Santa”

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 11 Luglio 2026
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