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Palio di Legnano

Corse di addestramento a Legnano: riunione tranquilla poi è arrivato lui, Alessio Bincoletto

Il fantino 32enne, astigiano, ha vinto il Gran Premio dopo una durissima e coraggiosa lotta, usando anche il nerbo, contro Atzeni e Arri, perchè avevano cercato di rallentarlo prendendo le briglie del suo cavallo. Dalla bordata di insulti a qualche apprezzamento di fantino "vero"

bincoletto

Voleva solo far bene per San Magno, la contrada che l’ha scelto per la Provaccia – Memorial Luigi Favari, senza diventare protagonista come è accaduto, ma il Palio, le corse sono così e alla fine vince, su tutto, l’agonismo, lo spirito combattivo, la reazione a quella che ritieni una scorrettezza. Alessio Bincoletto, astigiano, 32 anni, una vita a cavallo, non è proprio un ragazzino e, soprattutto, non si fa intimorire da nessuno. Nemmeno da Federico Arri, che a Siena ha corso con contrade come Drago, Tartuca e Istrice, e neppure da chi in piazza del Campo ha vinto 11 volte, come Giovanni Atzeni. Nella finale del Gran Premio, finito in mezzo ai due big, non ci ha pensato due volte a nerbare, quando hanno cercato di rallentarlo prendendo, uno alla volta, le briglie del suo cavallo. (Foto in copertina di Vittorio Crespi – Collegio dei capitani e delle contrade)

Il solo fatto di aver mosso per il primo il nerbo contro entrambi ha fatto gridare… allo scandalo. Insomma, come si permette questo poco conosciuto Bincoletto di attaccare Atzeni e Arri? Giù insulti a pioggia. Poi, adagio adagio, ecco emergere i fatti e da sconosciuto, Alessio da Asti è diventato un protagonista coraggioso, con la giusta carica agonistica, un fantino “vero”, uno, come dicevamo, al quale le briglie non le devi proprio toccare.

Alla Provaccia, quindi, fate attenzione. Stategli lontani, perchè mena anche voi? No, assolutamente, non sarà proprio così, tant’è vero che lo stesso Bincoletto, dopo essersi chiarito a bordo pista con Arri, mentre Atzeni, lasciava la riunione in assoluta tranquillità e signorilità, è stato il primo ad abbassare i toni della intera vicenda.

“Alla fine – ha dichiarato il fantino – sono corse di provincia. Io mi sono soltanto difeso da attacchi che succedono in pista e, li avessi fatti io, gli altri avrebbero risposto nello stesso modo. Tutti abbiamo il coltello tra i denti ed è pura concorrenza tra noi, senza attacchi personali“.

Pertanto, dagli insulti, e Alessio ne ha beccati parecchio, stiamo passando quasi a un apprezzamento, anche perchè ha messo il pepe in una riunione scivolata via senza sussulti (10 corse, nessuna mossa falsa…) , con una organizzazione perfetta del Collegio dei capitani e delle contrade, con in evidenza principalmente Gavino Sanna, Antonio Siri, Adrian Topalli, ma anche i legnanesi Federico Grossi e Pippo Belloni.

Come sempre, la verità sta in mezzo. Bincoletto è un fantino “normale” che, nelle corse, ha fatto una cosa normale, prevista dal regolamento. Resta da vedere se questo lo farà davvero un fantino coraggioso oppure penalizzato.

Stasera, alle 19, nella diretta streaming anche sulla pagina Facebook di Legnanonews, si parlerà delle corse di addestramento con il gruppo del “Quinto Giro”

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Pubblicato il 20 Aprile 2026
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