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No alla variante di progetto per la ex Pensotti, Brumana: “Preferita una valanga di cemento”

Il capogruppo del Movimento dei Cittadini ha presentato un'interrogazione che stigmatizza «la preferenza per una valanga di cemento» per la ex Pensotti

Ex pensotti legnano

Futuro ancora tutto da disegnare per la ex Andrea Pensotti di Legnano, il quadrilatero compreso tra via Firenze, via Pisa, via San Bernardino e viale Sabotino dove una volta si producevano caldaie venduto, o meglio svenduto, all’asta ormai quasi tre anni fa. L’area, una delle tante “ex” del tessuto urbano della città, avrebbe dovuto fare da cornice al cosiddetto “Central Park” di Legnano ma, almeno al momento, si parla di un progetto che non è mai andato oltre la carta e che proprio di recente è stato “bocciato” dalla giunta Radice anche nella sua più recente rivisitazione. E proprio il “no” di Palazzo Malinverni all’ultima proposta della proprietà per i 31mila metri quadri nell’Oltrestazione ha riacceso il dibattito sull’area, con tanto di interrogazione ad hoc presentata dal Movimento dei Cittadini.

I capannoni della ex Andrea Pensotti, che negli anni sono diventati epicentro di degrado nel quartiere, dallo spaccio all’occupazione abusiva, erano stati abbattuti nel 2007: al loro posto in base ad una convenzione stipulata l’anno successivo avrebbe dovuto trovare posto un parco urbano e avrebbero dovuto essere costruiti sette palazzi con destinazione residenziale per un totale di oltre 300 appartamenti, due edifici destinati ad attività terziarie e uno ad attività commerciali. Il piano attuativo nato dalla convenzione, che rimarrà in vigore fino al 2024 per effetto di due proroghe triennali intervenute per legge, richiede all’operatore una serie di utilità pubbliche tra cui due rotonde lungo viale Sabotino – una delle quali però già realizzata da Palazzo Malinverni – e la riconnessione del viale con via San Bernardino riallineando la strada.

Complici anche i cambiamenti che hanno segnato il mercato immobiliare, però, nulla di tutto questo era stato fatto, e nel mentre a giugno 2020 l’area ex Pensotti è passata di mano al prezzo “di saldo” di mezzo milione di euro. Da allora tra la proprietà e Palazzo Malinverni ci sono state delle nuove interlocuzioni, senza però che si arrivasse mai ad una soluzione convincente per il Comune. Tanto che la giunta a fine dicembre ha rispedito al mittente la proposta di modifica del piano attuativo formulata dalla proprietà ritenendo che riducesse «il bilancio ecologico dell’intervento» nonostante il minor volume edificatorio previsto, puntando il dito soprattutto contro la riduzione di verde pubblico e l’eliminazione dei parcheggi pubblici nell’interrato degli edifici con destinazione commerciale e terziaria.

La decisione dell’amministrazione, però, ha lasciato più di un dubbio al consigliere comunale Franco Brumana, che vuole andare a fondo alle ragioni che hanno spinto sindaco e assessori a «privilegiare l’esecuzione del progetto della convenzione tenendo all’oscuro la Commissione urbanistica e il consiglio comunale» e ha chiesto a sindaco e assessori spiegazioni su come si concili «la preferenza per una valanga di cemento con i propositi ambientali più volte sbandierati».

«Uno dei sette condomini è stato già costruito e quindi il proprietario dell’area può realizzare senza alcun problema, in forza della convenzione, altri sei uguali edificisottolinea il capogruppo del Movimento dei Cittadini -. Ha invece voluto ridurre ad un terzo circa la volumetria ed ha chiesto al Comune di approvare la variante di ridimensionamento. Non intende più costruire i palazzoni e le due torri, che chiede di potere sostituire con villette e cinque palazzine passando da oltre 150mila metri cubi a circa 50mila metri cubi. Ne consegue che l’area da cedere al Comune gratuitamente si riduce a circa un terzo. La giunta Radice ha bocciato la riduzione proposta dal proprietario preferendo la valanga di cemento prevista dal progetto approvato con la convenzione».

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 08 Febbraio 2023
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