Rush finale per i lavori alla ex Pessina & Sala di Busto Garolfo. In primavera la fine del cantiere
Nei giorni scorsi i rappresentanti del Comune di Busto Garolfo, della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate e della Pessina srl e i tecnici hanno effettuato un sopralluogo nell'area
Sopralluogo alla ex Pessina & Sala di Busto Garolfo, ex gioiello del tessile inserito in un accordo di rilancio economico sociale e territoriale con Regione Lombardia che prenderà la forma di un partenariato pubblico-privato. Si parla nel complesso di un intervento da 2,5 milioni di euro: 1.250.000 euro finanziati dalla Regione attraverso il fondo AREST, 650mila euro dai privati coinvolti nel progetto e 600mila dalle casse comunali. Ormai da mesi nell’area sono in corso i lavori per la riqualificazione, che nelle settimane scorse è arrivata al giro di boa con il completamento della struttura portante, celebrato come da tradizione nel mondo dell’edilizia innalzando il tricolore sull’ultimo piano dell’edificio.
Lunedì 21 settembre i rappresentanti del Comune di Busto Garolfo, della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate e della Pessina srl, insieme ai tecnici che stanno portando avanti l’intervento, sono stati in cantiere per toccare con mano lo stato di avanzamento dell’opera.
«I lavori sono in linea con il cronoprogramma previsto che prevede l’ultimazione entro la primavera del 2027 – spiega il sindaco Giovanni Rigiroli -. Al termine della prima fase delle lavorazioni la struttura ha ormai preso forma delineando i due piani all’interno dei quali si insedieranno le due attività che in paternariato con il Comune di Busto Garolfo si sono impegnate a dare vita a questo importante progetto di rigenerazione urbana e di rilancio economico collocato nel cuore della nostra Busto Garolfo. L’ufficio tecnico comunale dell’area demanio, diretto dall’architetto Andrea Fogagnolo, ha svolto un ottimo lavoro sia in fase redazione del progetto assegnatario del contributo a fondo da parte di Regione, sia in fase di affidamento e gestione dei lavori».
«Questo intervento ha un significato particolare per la nostra BCC, perché ci permette di contribuire a restituire alla comunità un luogo che appartiene alla storia di Busto Garolfo e, nello stesso tempo, di costruirvi una parte del suo futuro – aggiunge Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate -. La Pessina & Sala ha rappresentato per decenni lavoro, impresa e sviluppo: vederla rinascere con nuove funzioni economiche, professionali e aperte alla comunità significa non disperdere quella storia, ma darle continuità. È anche questo il senso della nostra scelta: partecipare alla rigenerazione di un bene importante per il paese e creare spazi che possano generare nuove relazioni, occasioni di incontro e opportunità per le imprese e il territorio».
La storia della ex Tessitura Pessina e Sala
Fondata nel 1901 da Luigi Pessina, la storica tessitura, pur con diversi avvicendamenti nell’area, ha alle spalle un passato da vero e proprio gioiello del tessile e fino agli anni ’80 è stata un punto di riferimento sia per i tessuti speciali come le manichette antincendio, sia per i tessuti ad alta resistenza, come gli zaini militari e persino le bretelle dei poliziotti della Grande Mela. Poi gradualmente è iniziato il declino, vuoi per la crisi del settore che ha metaforicamente abbassato la saracinesca dell’attività negli anni ’90, vuoi perché in anni recenti anche il meteo e l’abbandono di rifiuti ci hanno messo del loro. Nel 2014, infatti, una parte di quello che era rimasto della fabbrica è crollata a causa delle abbondantissime piogge che si sono abbattute sulla zona e negli anni scorsi per far ripulire l’area dalla spazzatura Palazzo Molteni ha dovuto intervenire a suon di ordinanze.
Il complesso originario, costruito nel 1910 e ampliato nel 1943, era composto da uno stabilimento produttivo a tre navate, una palazzina per uffici e abitazione e la centrale termica con annessa ciminiera. Negli anni l’area era stata oggetto di diversi ampliamenti, a partire dal portico di carico e scarico che collegava il fabbricato produttivo alla centrale termica, ma dopo la chiusura la maggior parte dei fabbricati più recenti era stata demolita. All’avvio del cantiere dell’edificio rimanevano solo una delle campate della facciata originale, la porzione di fabbricato ad ovest con il portico utilizzato per il carico e scarico e la ciminiera in mattoni.
Il progetto di recupero
L’intervento di riqualificazione – alla cui progettazione e direzione lavori hanno lavorato gli architetti Riccardo Carnaghi, Matteo Bellini e Giorgio Faccincane dello Studio Ortles di Legnano, Diego Torriani di E Plus Studio di Pavia e il geologo Marco Stoppa – prevede il recupero del fabbricato industriale e la costruzione di un nuovo edificio che punta a diventare un polo economico e sociale da circa 1.500 metri quadri con diverse attività.
Il progetto punta a realizzare un nuovo edificio accanto al fabbricato industriale storico, composto da due elementi sovrapposti. Al piano terra, gestito dalla Pessina srl, ci saranno un ristorante, un bar, spazi commerciali e uno spazio esterno coperto lungo via Verdi per un dehors all’aperto. Il primo piano, invece, sarà in gestione alla BCC: lì gli ambienti si svilupperanno in uffici, sale riunioni e uno spazio modulabile destinato a conferenze, convegni e incontri.










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