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Rifiuti abbandonati all’ex Pessina di Busto Garolfo, il comune ordina lo sgombero

Il comune di Busto Garolfo ha ordinato ai proprietari dell'area dove sorgeva la tessitura di smaltire i rifiuti e chiudere i cancelli per impedire l'accesso

ex pessina busto garolfo

Non c’è pace per l’ex Pessina & Sala di Busto Garolfo. Non bastano i crolli degli anni scorsi e la convenzione scaduta ma mai pienamente attuata tra il comune e la proprietà dell’area: ora è l’abbandono dei rifiuti a preoccupare Palazzo Molteni. Ragion per cui nei giorni scorsi il sindaco Susanna Biondi è corsa ai ripari con un’ordinanza per far sgomberare la zona.

La storica tessitura ha alle spalle un passato da vero e proprio gioiello del tessile e fino agli anni ’80 è stata un punto di riferimento sia per i tessuti speciali come le manichette antincendio, sia per i tessuti al alta resistenza, come gli zaini militari e persino le bretelle dei poliziotti della Grande Mela. Poi gradualmente è iniziato il declino, vuoi per la crisi del settore che ha metaforicamente abbassato la saracinesca dell’attività, vuoi perché in anni recenti anche il meteo ci ha messo del suo. Nel 2014, infatti, una parte di quello che era rimasto della storica manifattura è crollata a causa delle abbondantissime piogge che si sono abbattute sulla zona.

Ex Tessitura Pessina, il Comune vuole “restituire” l’area ai cittadini

 

Nel 2005 Palazzo Molteni aveva peraltro stipulato con la proprietà una convenzione urbanistica per l’area della ex Pessina che prevedeva per la società la possibilità di costruire dove una volta sorgeva la fabbrica una serie di palazzine, ma dopo la realizzazione di un primo complesso condominiale il progetto è stato di fatto abbandonato. Nel frattempo, anche se la destinazione dell’area in base al PGT rimane residenziale, la convenzione è scaduta e il comune è ancora in attesa delle opere di urbanizzazione e della cessione delle aree che in base all’accordo avrebbero dovuto passare a Piazza Diaz, che comprendevano anche il capannone storico parzialmente crollato e la ciminiera all’angolo tra via Verdi e via Arconate. La questione è finita anche davanti al TAR, che ha riconosciuto in capo alla proprietà l’obbligo di cedere le aree pattuite e di procedere alle opere di urbanizzazione, ma una sentenza definitiva per il momento ancora non c’è.

Nei piani di Palazzo Molteni per il futuro c’è l’idea di ristrutturare il fabbricato in parte crollato per destinarlo ad uso pubblico, anche se con una funzione che per il momento è ancora da individuare. Intanto, però, bisogna fare i conti con i rifiuti abbandonati. Nei giorni scorsi, infatti, un sopralluogo della Polizia Locale cittadina ha messo in luce che l’area, complice la possibilità di accedere liberamente da un cancello aperto lungo la strada, è finita nel mirino di chi proprio non vuol capire che la spazzatura va smaltita correttamente.

La porzione di terreno dove una volta sorgeva la tessitura però «risulta pericolosa per chi vi si avventurasse, stante la presenza di stabili pericolanti, grandi buche e ostacoli nascosti dalla vegetazione». Così il sindaco ha optato per un’ordinanza che prevenga possibili rischia sia per l’incolumità fisica di chi dovesse entrare nell’area, sia igienici per la presenza dei rifiuti. La proprietà dovrà ora provvedere innanzitutto a chiudere il cancello che affaccia lungo la strada in modo da impedire l’accesso, e dovrà poi entro 15 giorni ripulire l’area dai rifiuti e renderne conto alla Polizia Locale. Altrimenti ci penserà Palazzo Molteni, che però poi passerà a riscuotere il conto e chiamerà in causa l’autorità giudiziaria.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 03 Marzo 2021
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