La bandiera italiana svetta sulla ex Pessina & Sala di Busto Garolfo. Completata la struttura portante
Da mesi nell'area sono in corso lavori di riqualificazione. Come da tradizione, il completamento della struttura portante è stato celebrato con il tricolore sull'ultimo piano dell'edificio
La bandiera italiana svetta sulla cima della ex Pessina & Sala di Busto Garolfo, ex gioiello del tessile inserito in un accordo di rilancio economico sociale e territoriale con Regione Lombardia che prenderà la forma di un partenariato pubblico-privato. Si parla nel complesso di un intervento da 2,5 milioni di euro: 1.250.000 euro finanziati dalla Regione attraverso il fondo AREST, 650mila euro dai privati coinvolti nel progetto e 600mila dalle casse comunali. Ormai da mesi nell’area sono in corso i lavori per la riqualificazione, che ora è arrivata al giro di boa con il completamento della struttura portante, celebrato come da tradizione nel mondo dell’edilizia innalzando il tricolore sull’ultimo piano dell’edificio.
La storia della ex Tessitura Pessina e Sala
Fondata nel 1901 da Luigi Pessina, la storica tessitura, pur con diversi avvicendamenti nell’area, ha alle spalle un passato da vero e proprio gioiello del tessile e fino agli anni ’80 è stata un punto di riferimento sia per i tessuti speciali come le manichette antincendio, sia per i tessuti ad alta resistenza, come gli zaini militari e persino le bretelle dei poliziotti della Grande Mela. Poi gradualmente è iniziato il declino, vuoi per la crisi del settore che ha metaforicamente abbassato la saracinesca dell’attività negli anni ’90, vuoi perché in anni recenti anche il meteo e l’abbandono di rifiuti ci hanno messo del loro. Nel 2014, infatti, una parte di quello che era rimasto della fabbrica è crollata a causa delle abbondantissime piogge che si sono abbattute sulla zona e negli anni scorsi per far ripulire l’area dalla spazzatura Palazzo Molteni ha dovuto intervenire a suon di ordinanze.
Nel 2005, peraltro, il comune aveva stipulato con la proprietà una convenzione urbanistica per l’area della ex Pessina & Sala che prevedeva per la società la possibilità di costruire dove una volta sorgeva la fabbrica una serie di palazzine, ma dopo la realizzazione di un primo complesso condominiale il progetto è stato di fatto abbandonato. Nel frattempo la convenzione è scaduta e il comune ha dovuto affrontare un vero e proprio percorso ad ostacoli per la cessione delle aree che in base all’accordo avrebbero dovuto passare a Piazza Diaz, ovvero il capannone storico parzialmente crollato e la ciminiera all’angolo tra via Verdi e via Arconate. La questione è finita anche davanti al TAR che ha riconosciuto l’obbligo in capo alla proprietà di cedere le aree pattuite, arrivando però ad una sentenza solamente a giugno del 2021.
Un rendering del progetto di riqualificazione

Il complesso originariamente era composto da uno stabilimento produttivo a tre navate, una palazzina per uffici e abitazione e la centrale termica con annessa ciminiera. Negli anni l’area era stata oggetto di diversi ampliamenti, a partire dal portico di carico e scarico che collegava il fabbricato produttivo alla centrale termica, ma dopo la chiusura la maggior parte dei fabbricati più recenti era stata demolita. All’avvio del cantiere dell’edificio rimanevano solo una delle campate della facciata originale, la porzione di fabbricato ad ovest e la ciminiera in mattoni.
Il progetto di recupero
L’intervento, cui il comune di Busto Garolfo metterà mano insieme alla BCC di Busto Garolfo e Buguggiate e al Birrificio di Legnano, riguarda il recupero del fabbricato industriale e la costruzione di un nuovo edificio che punta a diventare un polo economico e sociale con diverse attività.
Il progetto punta a realizzare un nuovo edificio accanto al fabbricato industriale storico, composto da due elementi sovrapposti. Il piano terra sarà destinato principalmente al Birrificio di Legnano: lì sono previsti un ristorante, un bar e il reparto gastronomia per la vendita dei prodotti km 0. Ci sarà anche uno spazio esterno coperto lungo via Verdi per un dehors all’aperto. Il primo piano, invece, sarà totalmente in gestione alla BCC, che avrà a disposizione anche gli spazi di ingresso al piano terra. Lì gli ambienti si svilupperanno intorno ad un ampio spazio centrale modulabile a seconda delle necessità, intorno al quale ci saranno una sala conferenze gradonata da circa 40 posti a sedere, un ambulatorio medico e un’area uffici con annessa sala riunioni da circa 15/20 posti a sedere.










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