Le suore di Maria Ausiliatrice salutano Legnano dopo 100 anni: “Qui ci siamo sentite amate”
La partenza delle religiose non comporterà invece la chiusura della scuola dell’infanzia, dove il passaggio alla gestione laica era già cominciato da tempo.
Dopo cent’anni si chiude una lunga storia di presenza religiosa, educativa e sociale nell’Oltrestazione a Legnano. La comunità delle suore di Maria Ausiliatrice lascia definitivamente Legnano e la parrocchia dei Santi Martiri, dove domenica 20 settembre i fedeli hanno voluto riservare alle religiose un saluto carico di affetto e riconoscenza. La partenza delle religiose non comporterà invece la chiusura della scuola dell’infanzia, dove il passaggio alla gestione laica era già cominciato da tempo. «In questi ultimi quattro anni c’è stato un passaggio graduale alla presenza laica. Noi non avevamo più il coordinamento, ma eravamo rimaste come presenza religiosa nel cammino di fede, nell’accoglienza del mattino e durante la giornata e nel servizio di portineria. Il passaggio alle laiche è stato positivo: sono state scelte persone appassionate e competenti e sono certa che la scuola dell’infanzia continuerà a offrire un ottimo servizio al territorio e alla parrocchia».

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Un addio e una nuova avventura
Una decisione sofferta, maturata all’interno di un più ampio processo di riorganizzazione dell’Istituto, come spiega la direttrice suor Simona. «Dopo cento anni di presenza della nostra comunità – racconta – si chiude un capitolo importante. All’inizio a Legnano c’erano ben sette comunità, questa era rimasta l’ultima. L’Istituto ha dovuto prendere questa decisione con dolore e sofferenza, all’interno di un cammino di ridisegno che riguarda sia la Lombardia, quindi la nostra Ispettoria, sia più in generale l’Italia». Alla base della scelta c’è soprattutto la necessità di fare i conti con un numero di religiose inferiore rispetto al passato e con le tante comunità ancora presenti sul territorio. «Le case in Lombardia sono ancora numerose, mentre le forze sono diminuite rispetto agli anni precedenti. Le vocazioni, per grazia di Dio, ci sono ancora, anche se sono diverse, ma non riescono a coprire tutti i bisogni. Da qui nasce la scelta di lasciare alcune realtà per potenziarne altre e, quest’anno, anche per aprirne una nuova in un territorio diverso».
Negli ultimi anni la comunità dei Santi Martiri era composta da quattro suore e aveva assunto anche un ruolo particolare nell’accompagnamento di giovani donne interessate alla vita religiosa. «Da quattro anni era nato un nuovo progetto all’interno della nostra comunità, con l’accoglienza di giovani donne in discernimento. Durante l’anno vivevano con noi due o tre ragazze che venivano accompagnate nel loro percorso. Adesso questo progetto si è trasferito a Cinisello Balsamo, dove io e un’altra consorella siamo andate a vivere. Le altre due consorelle sono invece andate a Lecco e a Varese, dove abbiamo altre comunità e opere».
Legami e affetto
È soprattutto il rapporto costruito con Legnano a rendere difficile il distacco. «Quello che ci mancherà maggiormente è questa bellissima terra che abbiamo amato e da cui ci siamo sentite amate. Abbiamo costruito un rapporto molto bello a livello ecclesiale, ma anche sociale, territoriale e culturale. Ci mancherà soprattutto quel clima di famiglia e di casa che abbiamo respirato». Un legame che, sottolinea suor Simona, è andato ben oltre i confini della parrocchia. «Abbiamo vissuto un rapporto familiare con i sacerdoti dell’Oltrestazione, con il decano don Angelo Cairati e con i sacerdoti dell’Oltrempione, ma anche con tante realtà culturali e sociali. E poi naturalmente con la gente della parrocchia: dai bambini ai giovani, dalle famiglie agli anziani. Siamo riuscite a mettere insieme generazioni diverse e ci siamo sentite davvero amate da questa terra e dalla sua gente».













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