Cerro Maggiore celebra il 25 aprile: “Libertà non è fare ciò che si vuole, ma essere ciò che si deve”
Cerro Maggiore ha celebrato il 25 aprile ad 81 anni dalla Liberazione con un messaggio rivolto soprattutto ai giovani
È il 25 aprile 1945, inizia la ritirata dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò da Milano e Torino dopo la ribellione della popolazione e l’insurrezione generale proclamata dai partigiani. A distanza di 81 anni, Cerro Maggiore ha celebrato l’anniversario della Liberazione, con un messaggio rivolto soprattutto ai giovani.

«La libertà non è il diritto di fare ciò che si vuole, ma la responsabilità di essere ciò che si deve – ha sottolineato il sindaco Nuccia Berra, in un appello indirizzato prima di tutto ai ragazzi -. Non è un dato acquisito una volta per tutte, non è un’abitudine. È un muscolo che va allenato ogni giorno con il rispetto delle istituzioni, con l’amore per il territorio, con lo studio e con il coraggio di avere delle idee. Non c’è futuro senza memoria. Un albero senza radici profonde crolla alla prima folata di vento. Ricordare il 25 aprile oggi non significa restare prigionieri del passato o alimentare divisioni sterili che non servono a nessuno. Significa, al contrario, riconoscersi in una comunità di destino. Significa capire che siamo parte di una storia millenaria che ci chiede di essere all’altezza dei sacrifici di chi ci ha preceduto. Celebriamo la libertà come fondamento della nostra democrazia, ma anche come impegno verso la Nazione, che è la nostra casa comune».
«Il modo migliore per onorare questa giornata non è solo deporre una corona di fiori, ma è l’impegno quotidiano – ha aggiunto la prima cittadina -. È la serietà nel lavoro, è la solidarietà verso chi rimasto indietro, è l’orgoglio di dire “sono italiano”. Oggi non vi chiediamo di imbracciare le armi, ma vi chiediamo di non essere indifferenti. Vi chiediamo di amare questa Patria, di difenderne le eccellenze, di costruirne la grandezza con la vostra onestà e il vostro entusiasmo. Guardiamo avanti, uniti. Perché una Nazione è forte quando sa onorare il proprio passato senza restarne ostaggio, costruendo un futuro in cui ogni cittadino possa sentirsi fiero e, soprattutto, libero».












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