Cucchi ai titoli di coda dopo 10 anni da sindaco: “Abbiamo cambiato Parabiago”. E saluta con la nuova RSA
Mentre il centrodestra prende tempo sul nome del candidato per le elezioni, per il sindaco uscente Raffaele Cucchi è il momento dei bilanci
Non è ancora iniziato il conto alla rovescia, ma poco ci manca. Mancano una manciata di settimane alle elezioni di domenica 24 e lunedì 25 maggio, quando Parabiago sarà chiamata a scegliere la nuova amministrazione comunale. E mentre il centrodestra prende tempo sul nome del candidato, per il sindaco uscente Raffaele Cucchi, dopo dieci anni con la fascia tricolore e altri dieci in giunta – oltre ai primi cinque spesi tra i banchi dell’opposizione – è il momento dei bilanci.
Per guardare indietro Cucchi parte dai cantieri, ed è inevitabile dopo che in questi anni, tra contributi del PNRR e finanziamenti regionali, in Piazza della Vittoria sono arrivate cifre a sette zeri. «Sono stato rieletto nel 2020, quando non si poteva girare per Parabiago per la pandemia – ricorda il sindaco uscente -: da allora siamo riusciti ad intercettare 40 milioni di contributi a fondo perso, e oggi, se è difficile girare per Parabiago, é perché siamo riusciti a mettere a terra progetti che partono da lontano e ci permetteranno di riconsegnare una città molto diversa da quella che abbiamo trovato 20 anni fa».
Come la riqualificazione del centro sportivo Libero Ferrario («Lo abbiamo riportato alle vestigia storiche con un recupero importante della piscina, che nei prossimi anni sarà un punto di ritrovo per ragazzi e famiglie»), il polo scolastico di Villastanza e il recupero dell’area ex Rede. «Con questo progetto – sottolinea Cucchi – siamo riusciti a mantenere a Parabiago la Casa di Comunità e a spostarla in centro, in un luogo dove confluiranno anche servizi comunali. Abbiamo anche iniziato un percorso con una società che progetterà insieme ai ragazzi gli spazi dedicati a loro: sarà a tutti gli effetti un luogo a disposizione della città, con una piazza progettata in sintonia all’edificio con un anfiteatro a gradoni e un giardino di inverno».
Poi la riqualificazione della biblioteca – che ha anche cambiato gestore -, gli interventi anti-allagamento messi in cantiere a quattro mani con CAP Holding per la realizzazione e la connessione alla rete fognaria di due nuove vasche volano, il restyling della caserma dei Carabinieri, lo spostamento della Polizia Locale a Villa Corvini, la connessione veloce con la fibra e l’avvio dei lavori per il potenziamento della tratta ferroviaria tra Rho e Gallarate. «Le code ci sono – ribadisce, non senza ironia, Cucchi -, ma quando i lavori saranno finiti avremo una Parabiago diversa. Parlando di rigenerazione della città siamo riusciti a fare tanto: stanziando solo 10 milioni su 50 di investimenti, siamo riusciti a realizzare opere che portano avanti la città di decenni».
In “bacheca”, tra i risultati ottenuti in questi anni, Cucchi mette anche la realizzazione del museo della scuola e di quello del ciclismo, le celebrazioni per il centenario della vittoria iridata di Libero Ferrario e per i 40 anni di quella di Beppe Saronni, l’appuntamento fisso con la rassegna estiva Summer Time, gli investimenti su videosorveglianza, targa system e strumentazione della Polizia Locale, il cambio di passo nella gestione della piscina comunale “sganciata” da Amga Sport e l’anno zero dell’inceneritore di Borsano sulle ceneri di Accam. Poi c’è il capitolo legato al sociale, in primis la «battaglia combattuta per dare la possibilità ai minori di mantenere i legami affettivi con alcuni membri della famiglia di origine» in caso di adozione, sfociata in una sentenza della Corte Costituzionale che ha fatto della città un “caso pilota”, e gli interventi nel campo degli affidi «per garantire ai ragazzi la famiglia affidataria a cui hanno diritto».
Il suo mandato è ormai in dirittura d’arrivo, ma rimpianti Raffaele Cucchi non ne ha. «Per finanziare le grandi opere abbiamo dovuto fare delle scelte – sottolinea -, ma gli interventi che abbiamo realizzato lanciano la città in avanti. Se avessimo dovuto finanziarli con gli oneri di urbanizzazione, in quanti anni avremmo recuperato le risorse necessarie? Forse un secolo. Siamo riusciti a dare forma ad un progetto nato 20 anni fa ed è una grande soddisfazione, abbiamo inciso e non poco, anche se c’è ancora molto da fare».
La consiliatura, però, non è ancora finita, e una delle ultime carte il sindaco uscente la giocherà la prossima settimana, quando approderà in consiglio il partenariato pubblico-privato per la realizzazione di una nuova casa di riposo: si passerà dagli attuali 66 posti – per cui rimarrà un prezzo calmierato – a 120, con nucleo Alzheimer, nucleo disabili e centro diurno. «Finire il mandato con il progetto di una nuova RSA per me significa aver toccato tutti i temi di cui si deve occupare l’amministrazione. I risultati li vedremo negli anni, ma per una città migliore bisogna lavorare».
La volata elettorale, insomma, è lanciata. Ma chi raccoglierà il testimone? Ai posteri – almeno per ora – l’ardua sentenza.









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