Le critiche del consigliere Sberna: “Niente cambiamenti reali a San Vittore Olona”
Secondo il consigliere di minoranza Fabrizio Sberna, l’amministrazione di San Vittore Olona maschera l’assenza di decisioni concrete dietro il mantra ‘va tutto bene’, privilegiando la gestione ordinaria alla vera progettualità politica
«Va tutto bene’ sembra più una linea difensiva che una valutazione amministrativa», commenta Fabrizio Sberna, consigliere di minoranza a San Vittore Olona. «È un ritornello ripetuto mentre la realtà raccontata nell’ultimo Consiglio comunale va in tutt’altra direzione». Secondo Sberna, quando il confronto istituzionale si riduce a polemiche ripetitive, risposte evasive e responsabilità scaricate altrove, «il problema non è il tono del dibattito, ma l’assenza di sostanza politica. Non si tratta di episodi isolati, ma di un metodo consolidato: evitare il merito, non assumere posizioni chiare, diluire ogni questione fino a renderla innocua». Il consigliere sottolinea l’importanza di andare oltre la mera gestione contabile: «Amministrare non significa galleggiare. Si rivendicano conti ‘in ordine’ come se bastasse a definire un’azione di governo. Ma un bilancio tecnicamente corretto è il prerequisito, non il risultato. È ciò che deve esserci, non ciò che qualifica un’amministrazione».
Sberna evidenzia anche il problema della direzione politica: «La politica si appropria dei risultati tecnici senza trasformarli in scelte. Gli uffici garantiscono la tenuta contabile; la politica dovrebbe indicare la direzione. Quando questa direzione manca, resta solo la gestione ordinaria, che per definizione non cambia nulla». La sicurezza e la polizia locale sono tra i settori più critici. «A fronte di dichiarazioni generiche, non si riscontra alcuna pianificazione concreta: nessun investimento strutturale, nessuna strategia di medio periodo, nessuna assunzione di responsabilità. Il ricorso a un bando condiviso con altri comuni non è una politica: è un ripiego».
Sberna denuncia anche la mancanza di trasparenza: «Oggi i lavori del Consiglio comunale restano accessibili solo a chi può essere presente fisicamente. La trasmissione in streaming non è un favore ai cittadini: è uno standard minimo di accountability. Negarla significa mantenere un filtro tra ciò che accade e ciò che viene raccontato». Secondo il consigliere, il mantra “va tutto bene” serve a mascherare le carenze dell’amministrazione: «Non descrive la realtà, ma la sostituisce. Quando tutto viene dichiarato ‘a posto’, il rischio più grande non è che qualcosa vada male. È che nulla cambi e che l’assenza di decisioni venga scambiata per stabilità»










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